Brioches all’acqua

In realtà le brioches io le ho sempre chiamate ‘maritozzi’. E i maritozzi che indicavo a mia madre, al di là del vetro del bar di fronte la scuola, erano quelli semplici con una spolverata di zucchero semolato sulla sommità. Erano quelli che finalmente scartavo con la campanella della ricreazione. Questi, erano quelli di Peppe ‘Ciccione’.

Anzi, ‘Peppeciccionetuttoattaccato’. Perché era tutto attaccato che il suo soprannome seguiva il nome. Io questo l’ho scoperto tardi. Quando ormai i maritozzi non li mangiavo più e nel suo bar ci entravo per concedermi qualche telefonata d’amore protetta nell’intimità dell’angoletto del frigo dei gelati. Ecco da lì i maritozzi semplici con lo zucchero mi guardavano e mi sembrava chissà quanto tempo fosse passato da quando mia madre me ne comprava uno, prima di accompagnarmi a scuola. Peccato non essermene concessa qualcuno in più!Perché io, a quel tempo, non lo sapevo che i cornetti al burro avrebbero preso il posto dei maritozzi e me ne accorgo con amarezza solo oggi: quando in un bar mi ritrovo nell’infinita scelta di cornetti, saccottini, danesi, senza avere più la possibilità di ritrovare i miei preferiti. E allora mi succede di pensare a ‘Peppeciccione’, che ‘ciccione’ non era, se non fosse stato per quella pancia generosa e tesa esattamente come quella dei suoi maritozzi. E in realtà proprio la sua pancia, nella mia immaginazione, era la prova certa che i suoi maritozzi fossero buoni non solo per me, ma irresistibili anche per lui. Ne ero certa.

Ecco come è cominciata la storia della mia predilezione per i maritozzi sui cornetti. Così quando ho trovato questa ricetta, che girava sulla rete moltiplicandosi nelle infinite varianti di soluzione, ho creduto fosse lì per me a sventolare il suo profumo di ricordi proprio sotto il mio naso e, io, non ho resistito alla provocazione di affondare l’assaggio nel morbido.

Il mio recente rapporto di ‘fiducia’ con il lievito madre, mi ha dato il coraggio di osare la prima variazione sulla ricetta delle brioches ad acqua, sostituendo appunto la costante del lievito secco o quello di birra finora incontrato nelle molteplici rivisitazioni. A proposito di queste ultime, quella che ha agganciato la mia attenzione è stata quella di Manuela: non solo per aver preferito la sostituzione di margarina o strutto con l’olio di semi (e nel mio caso la scelta è ricaduta su quello di semi di girasole), ma soprattutto per la sua idea di utilizzare il miele al posto dello zucchero. Così ecco venir fuori la mia variante, di poco diversa dalla sua se non fosse per l’uso del lievito madre fresco.

Ricetta delle “Brioches ad acqua” tratta dalla ‘variante’ di Manuela

Ingredienti (per 13 maritozzi di grandezza medio-piccola): 270 gr farina tipo 00; 125 ml di acqua; 150 gr lievito di pasta madre (trattandosi di lievitati dolci è bene in questo caso procedere con due rinfreschi ravvicinati prima di utilizzare la pasta madre); 70 g miele millefiori; 1 pizzico di sale; 30 g olio di semi di girasole; buccia grattugiata di 1 limone; la polpa di 1 bacca di vaniglia; latte q.b.; zucchero a velo per decorare.

Procedimento: sciogliere il lievito rinfrescato in una ciotola con l’acqua a temperatura ambiente. Appena sciolto aggiungere la farina, il miele, la scorza e la polpa di vaniglia. Impastare e lavorate per circa 8 minuti. Unire l’olio un cucchiaino alla volta, cercando di aiutare l’impasto con le mani se necessario. Infine terminate con il sale. Impastare per altri 5 minuti circa o comunque fino ad incordatura.

Lasciar lievitare a temperatura ambiente, coprendo con pellicola, fino al raddoppio dell’impasto, quindi interrompere la lievitazione impastando leggermente con le mani, quindi riponerre l’impasto, sempre ben coperto di pellicola, in frigorifero per 3 ore.

A questo punto formare delle palline con la pasta di circa 40 g l’una e disponetele sulla teglia a lievitare, coperte, dentro il forno che avrete scaldato per un minuto a 50°C, spento con la luce accesa.

Una volta raddoppiate di volume (circa 60′), spennellare con un po’ di latte diluito con l’acqua e infornate a 180° nella parte bassa del forno per i primi 10 minuti, dopodiché posizionare la teglia al centro e portare a cottura. Sfornare e lasciar raffreddare su apposita griglia. Spolverare di zucchero a velo prima di servire.

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15 thoughts on “Brioches all’acqua

  • Io me la vedo davvero la pancia di Peppeciccione e da come ti è veneuta bella tesa quella delle brioches, direi che il tuo ricordo era buonissimo 🙂
    Sarà la luce delle foto, ma mi sembra di dare un morso a una nuvola!

  • Manuela
    Manuela mi piace che il tuo sia il primo commento, perché di questo sodalizio col lievito madre fino alle dolci brioches tu sei stata una vera ‘musa’!adesso non resta che sperimentare tutte le altre varianti altrettanto invitanti, golose e che sono così tante che si potrebbe redigere un libro intero solo sulle brioches ad acqua!Un abbraccio stretto

  • Quante belle cose leggo e vedo…
    (il potere delle foto, che non solo mostrano ma esaltano tatto e gusto)

    L’amore per i maritozzi (sempre chiamati così anche io!) che nasceva da bambina, con tappa da “Romoli” a viale Libia (conosci? E’ qui vicino!) e il mio naso che si tuffava dentro la panna del ripieno con tanta gioia…
    L’ispirazione nata da Manuela che ha subito affascinato anche me per il suo amore verso i lievitati e in particolare per questa ricetta nuvolosa che mi piace tanto…
    Il blog di Martina che proprio qualche sera fa ho sfogliato per bene seguendo anche l’indice delle ricette… e ti pare che questa mi sfuggiva?! 🙂
    L’immagine poetica e squisitamente vintage della telefonata d’amore dietro il frigo dei gelati… mi sembra di vederti, piccola, nascosta, che parli a voce bassa e sorridi tanto… devi raccontarmi di più… 😉

  • Bei ricordi!!!!!!! i maritozzi sono il ricordo di tanti bambini che adesso
    hanno dai 40 anni in su, erano la colazione dolce e giusta per affrontare
    la mattinata a scuola.
    I tuoi sembrano delle bombette con il vantaggio però della leggerezza.
    L’impasto non contiene uova, non contiene latte nè burro, evviva! posso
    mangiarli anche io!
    Li hai fotografati in assoluta semplicità scenografica, e hai fatto molto
    bene perchè essi da soli fanno bella mostra di se.
    Un abbraccio stretto stretto!

  • Cara Laura,
    Che bello scoprire finalmente cosa sono i maritozzi; ne ho sempre sentito parlare, ma non li ho mai provati. E dire che una parte della famiglia è di origine romana, ti rendi conto?! I tuoi ricordi mi hanno trasportata in altri tempi…Un viaggio piacevole, dolce e da ripetere. La prossima volta che vado a Roma (viale Libia, menzionato da Francesca più su, mi ha fatto sorridere – è praticamente l’unico ricordo che mi rimane dei rari viaggi romani da piccola piccola), li provo (se li trovo, s’intende)! Un abbraccio, The Daydreamer (Donatella)

  • Francesca
    Romoli!!!!E’ una tappa che dobbiamo concederci al più presto Fra!;-) tu che dici Viale Libia si può considerare a metà strada?Perché se così fosse Romoli avrebbe la meglio su Villa Paganini, no?Comunque io la zona l’ho perlustrata bene quanto a maritozzi e ho scoperto che ce ne sono di buoni anche a Piazza Crati di fronte al mercatino nel bar ad angolo. E poi vogliamo trascurare i siciliani, dalle mie parti?Quanto all’immagine vintage della mia telefonata… sai quante volte dopo aver fatto il numero, mi è mancato il coraggio di dire: “pronto”? Accidenti a me! 🙂

    Chiara
    e si la planetaria sarebbe perfetta, infatti Manuela è così che ha impastato gli ingredienti!Ma allora quando arriva?Ormai aspetto con ansia anch’io 😉

    Antonella
    in realtà ‘fotografarli in assoluta semplicità’ è stato necessario: pensa li ho fotografati nel bel mezzo di una carbonara da preparare con ospite già a casa… un po’ mi è dispiaciuto non poter dedicare qualche scatto il più al mio ‘soggetto’ preferito, ma è andata bene lo stesso… dopo pranzo non c’erano più maritozzi da immortalare 😉

    Donatella
    Cara Donatella, allora dobbiamo assolutamente recuperare!!!La prossima volta che passerai da queste parti fai un fischio verrai con me e Francesca a Viale Libia e lì sarà una dura lotta tra i saccottini al cocco e i maritozzi con panna di Romoli… ma noi non ci faremo vincere dall’indecisione perchè li mangeremo tutti e due!;-)

  • Senza burro e senza uova, ma non mi sembra abbiano nulla da invidiare alle classiche brioches ricche ricche!! Purtroppo qui al nord i maritozzi non sono mai riuscita ad assaggiarli e trovarli, anche se conosco qualche posticino che fa le brioches nella versione non sfogliate, insomma un pò come i vostri maritozzi credo! E se devo essere sincera le preferisco!! Un croissant deve essere perfetto e fatto con ingredienti di super qualità per conquistarmi!
    Questa meritano un posto nel ricettario!
    un abbraccio
    Anna

  • Anna
    Allora aspetto di vederli pubblicati anche da te 😉 sai cosa mi piace? affondarli nella spuma di un cappuccino bollente e lasciarli a spugnare l’aroma del caffè latte! Una delizia!

  • Ciao!il tuo blog è diventato uno dei miei preferiti…adoro il tuo stile semplice e raffinato, complimenti!
    vorrei preparare queste brioches che sembrano buonissime:)purtroppo non ho il lievito madre!!!
    è possibile sostiuirlo?se si, con quale tipo d lievito?quantità?e come varia il procedimento?
    grazie e buona giornata

  • Roberta
    Ciao Roberta, grazie mille per gli aggettivi: ‘semplice’ e ‘raffinato’ 🙂 se è così che vedi il mio ‘stile’, mi rendi felice!Riguardo le brioches puoi utilizzare tranquillamente la versione di Manuela da cui ho tratto la ricetta (lei usa il lievito di birra). La troverai cliccando il link ‘la versione di manuela’ direttamente dalla mia pagina. Se poi sei interessata ad altre varianti ti basterà cliccare sulle parole calde ‘margarina’ e ‘strutto’. Quando avrai trovato la tua versione preferita, fammi sapere!A presto!

  • Cara Laura,
    grazie della risposta!!!
    ti farò sapere allora, ma ti anticipo che tra il dire e il fare impiego molto tempo;) …intanto passerò a contemplare le tue brioches e sono certa che dalla contemplazione fiorirà una grande motivazione!!!
    a presto e buona giornata

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