Castagnaccio e la ‘storia inesistente’ (capitolo sette?)

Castagnaccio

Io sono così, odio ciò che resta in sospeso. Il fatto è, però, che in questo periodo un po’ in sospeso mi sento anch’io: stanca e inconcludente nella corsa di tutti i giorni che si sospende, a sua volta, tra un capolinea e l’altro della metro B.

Recentemente ho anche coniato un’espressione che dovrebbe chiarire la mia situazione a tutti quelli che sembrano interessati a sapere cosa faccio. “Sposto l’aria” – io rispondo, con tutto il sollievo di chi ha trovato la definizione ‘esatta’. Ma il mio caro marito, non è della stessa opinione: lui, con grande imbarazzo, mi fa notare che esiste un modo dire le cose ‘pour parler’, come dicono i francesi, e che non devo cercare metafore a tutti i costi per chiarire il concetto… che non è detto, poi, che il concetto chiaro per me, sia chiaro anche per gli altri.   Ma io no, io sono irremovibile e delle parole, quelle ‘esatte’ per raccontarmi, io sento sempre un gran bisogno.

Così eccomi tutto il mese di novembre a ‘spostare l’aria’ nel tentativo di giocare d’anticipo con scadenze, impegni e promesse fatte a me stessa e invece niente di buono ne è venuto. L’aria è rimasta immobile esattamente nel punto preciso in cui si trovava: penzolando sospesa insieme alle mie intenzioni che non hanno preso forma.

Così, nello stesso modo, sono rimasti in sospeso, dal tempo in cui mi divertivo a rigare gnocchi, anche un pacchetto di farina di castagne e la promessa di una nuova storia da raccontare.

Castagnaccio

Allora nel tentativo di rimediare  ho trovato la farina in dispensa, ma della storia invece nessuna traccia. L’ho cercata a lungo, ma inutilmente. Sono giorni che ci penso e tutto mi convince del fatto che forse l’ho persa per strada. E non c’è da stupirsi: ultimamente tutto quello che passa nella mia testa per qualche strana ragione si perde per strada: idee, pensieri, riflessioni; tutto si volatilizza nella frenesia fragorosa delle strade che percorro a passo veloce.  Deve essere andata così anche con la mia storia: magari sarà successo mentre attraversavo l’incrocio tra Viale Europa e Viale Africa, dove il frastuono diventa ogni giorno più assordante. O forse si è trattato di naufragio: forse, il giorno in cui ho attraversato il laghetto dell’Eur per rubare un po’ di pace alla calma piatta delle sue acque.

Certo non è proprio facile individuare il luogo dei miei ‘smarrimenti’, soprattutto se la storia in questione ha scelto di proposito di perdersi, magari per allontanarsi proprio da me. Allora ecco che pensavo fosse il caso di rivolgermi all’unico ingrediente rimasto a mia disposizione, se non altro per capire cosa fare della farina di castagne. Meno male almeno la farina di castagne: una vera risorsa per la mia consolazione dolce del dopo cena, perché quando una se ne va in giro ‘a spostare l’aria’ non si ha il tempo di frequentare la cucina, anche se il Natale è alle porte.

Così io, appunto, per rimediare all’abbrutimento di questi giorni ho trovato il compromesso di  un castaccio come coccola di fine serata. Si tratta di una preparazione facile facile che se ben servita magari in compagnia di un buon Beaujolais Nouveau può riconciliare l’umore anche con la giornata più ostile. La consistenza del castagnaccio può piacere come non piacere, ma certo vale la pena di imparare ad assaporarlo per ‘perdersi’ dietro l’insolito incontro aromatico di rosmarino e uvetta… che anche la mia storia si sia persa così?

Ricetta tratta da “Papaveri e pistacchi” di M. Baltrame e G.Notarbartolo

Ingredienti: 250 gr di farina di castagne; 2 cucchiai d’olio evo; 2 cucchiai di pinoli; 2 cucchiai di uvette; 2 cucchiai di zucchero di canna integrale; 200 ml di latte; 200 ml di acqua; rosmarino qb; sale integrale qb.

Castagnaccio

Procedimento:  in una ciotola mettere la farina di castagne, meglio se setacciata, lo zucchero e un pizzico di sale. Mescolare con cura con una frusta aggiungendo pian piano latte e acqua finché non si sarà ottenuto un impasto cremoso e fluido. A questo punto aggiungere l’olio, pinoli tostati, uvette e rosmarino. Mescolare ancora. Versare il composto in un pirofila di pirex o una tortiera rivestita di carta da forno. Infornare a 180° C per 20-30′. Il tempo di cottura varia a seconda dello spessore: se si ama un castagnaccio più morbido può essere utile scegliere un contenitore più piccolo e, in questo caso, è bene lasciarlo in forno per 30′. Al contrario se si opta per una teglia più grande lo spessore sarà più basso e il tempo di cottura sarà minore.  

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9 thoughts on “Castagnaccio e la ‘storia inesistente’ (capitolo sette?)

  • Belle le tue parole, piano piano troverai anche il capo del gomitolo, sono sicura. Belle le foto e la ricetta (e anche il libro), mi piacerebbe provarla, per una che adora le castagne, chissà perchè non l’ho mai fatta! Domani cerco la farina, che ho dell’uvetta siciliana in attesa .=)
    abbracci cari a te! Lys

  • Lys
    Ciao!!!veramente ti piacciono le castagne così tanto?allora il castagnaccio ti piacerà tantissimo, vedrai!magari cara Lys riuscire a recuperare un po’ il filo d’Arianna 😉 un abbraccio stretto stretto anche a te!

  • sembra che “spostar l’aria” sia lo sport più quotato nel periodo pre-natalizio, anche qui dalle mie parti la frenesia dei primi test sembra voler prevalere su tutto. io spero di ritrovare la mia dimensione una volta tornata a casa, ormai tra pochi giorni. un abbraccio.

  • Che dirti…sei un genio! La storia ti è sfuggita di mente, ma sei riuscita a raccontarti comunque, senza farci sentire la mancanza di nulla.
    Forse dovremmo tutte un po’ rallentare, ultimamente leggo spesso qua e là di quanto tutte rincorriamo il tempo, di quanto ce lo vediamo sfuggire di mano, di quanto ci stupiamo del fatto che sia già natale…e te lo dice una che ancora non ha fatto il cambio di stagione, nonostante non sia presa neanche lontanamente dalla frenesia delle feste. Il castagnaccio è un’ottima coccola in queste situazioni, sa regalare attimi di lentezza senza impegnare troppo di quel tempo che non c’è.
    Baci!

  • Francesca Caprino
    Ti prometto che proverò a seguire il tuo consiglio che mi piace tanto e poi… ho la sensazione che la mia storia ‘smarrita’ l’abbia raccontata tu insieme a nonno Franco!Un bacio 😉

    Priscilla
    Cara Priscilla allora resisti che noi ‘Russi’ ti aspettiamo!;-)

    Claudia
    Claudia ma allora tu puoi capirmi benissimo, perché anch’io non ho ancora fatto il cambio di stagione!!!!!!!Dovrei avere il coraggio di aprire il baule di ‘zio Costantino’ che non era mio zio, ma è lui che custodisce le mie maglie calde 🙂 Intanto se sopravviverò a questo Natale e riuscirò a vivere esattamente quello che mi aspetto e cioè il più beato riposo mi piacerebbe rivederti, che fai passerai da queste parti?intanto ti mando un bacio!:-)

  • intanto piacere di conoscerti, scoprire il tuo blog è stato una buona cosa stamani, mi piacciono i tuoi modi di
    “spostare ò’aria”
    in questo periodo anche io come te sposta l’aria, una ne faccio e cento ne penso e mi inchiodo e rimango impalata a pensare che non ce la posso fare a farle tutte…. meno male che poi riparto per forza di inerzia!
    il castagnaccio è uno dei miei preferiti, con i pinoli, il profumo di ramerino (a Firenze si dice anche cosa per indicare il rosmarino), la farina di castagne.
    bello averti trovato, ora mi metto a curiosare fra le tue parole
    Sandra

  • A volte ci perdiamo, o meglio…perdiamo un attimo il passo e ci sentiamo
    come se intorno il resto del mondo avanzasse e noi invece restassimo ferme. Io l’ho passato così l’ultimo mese. Perché tutti i miei propositi non sono stati rispettati, perché il tempo è passato più veloce e io non sono riuscita a stare al passo. Succede. Forse non è un male. Bisogna fermarsi per poter ripartire e io spero di farlo meglio di prima. Spero in un 2015 migliore per me è per gli altri. Tutto questo forse si chiama semplicemente stanchezza…anzi, Defaticamento…mi piace pensarla così.
    Quanto al tuo castagnaccio, ha un aspetto che me ne è presa voglia di prima mattina!! Tanto ormai, kg più kg meno! 😉 Ti devo però confessare che dalle mie parti il latte non viene usato, qualcuno lo usa ma in linea di massima è sostituito da più olio (leggerino eh!!). Spero un giorno di pubblicare la mia versione, poi magari ci incontreremo e mangeremo castagnaccio insieme. Chissà! Buone feste carissima!

  • Sandra
    Ciao Sandra!!!!che piacere conoscerti 🙂 e si io ho fatto dell’attività dello ‘spostare l’aria’ quasi quasi un lavoro di metodo e concentrazione, ma oggi sono felice perché mi avvicino ad una tregua finalmente! Mi piace la parola ramerino 😉 un abbraccio forte e a presto!

    Francesca
    Cara cara amichetta che hai preso a viaggiare con me in metro facendomi una gran compagnia 😉 che dirti se non che sono curiosa di conoscere al più presto la tua versione di castagnaccio, perché questo non era che il mio primo esperimento e ho una gran curiosità di replicare nuove versioni!;-) un bacio e a presto!

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