Crêpes alle nocciole e caramello al burro salato

“Prendi e porta a casa”. Un’espressione perfetta per indicare uno dei periodi più fecondi della fortuna di poter essere, a mio piacere, un ritroso ‘gambero’ o, più semplicemente, Laura a seconda della situazione o dello scambio che si presenta. Ma, ovviamente, non è sempre stato così.

Quando una metamorfosi ancora poco consapevole, mi ha dato la sembianza di un ‘crostaceo’ ho preso ad andarmene in giro con una scarsa consapevolezza del mio nuovo modo di apparire agli occhi degli altri: quelli che – forse? – mi leggevano, quanti che – addirittura! – mi scrivevano, per non parlare di tutti quelli che chissà cosa pensavano?! I primi tempi così ho desiderato fortemente che le due identità, la ‘nuova’ e la ‘vecchia’, se ne andassero in giro ognuna per la sua strada libere di esprimersi a seconda delle situazioni e dei contesti più appropriati, a patto che l’una non rivendicasse di incontrare l’altra. Insomma una decisione presa chissà come, chissà perché, forse per non creare confusione tra ciò che c’è e ciò che “c’è”? Poi è arrivato il giorno ‘imprevisto’, il giorno in cui il caso ha deciso di svelare il mio divertimento per il ‘travestimento’. Quel giorno ero a lavoro: e nel luogo deputato a tutta la mia ‘serietà’ potenziale, affermare “Si quel ‘gambero’ lì sono io” è stato sicuramente quanto di più comico io mi sia ritrovata a rispondere. Da quel momento però ho capito che i complimenti di chi, pur conoscendoti, scopre di te tutto il resto sono belli e gratificanti esattamente come quelli di chi conosce ‘solo tutto il resto’ senza il calco di un immagine nitida e concreta. Oggi vivo con divertimento il piacere di svelarmi ‘gambero’ dove abitualmente sono Laura e di presentare ‘Laura’ a chi legge tra le righe o tra le pieghe del mio carapace preferito.

Ecco allora proprio la ritrovata reciprocità nel gioco delle parti, mi ha restituito non solo la mancata integrità delle mie trasformazioni, ma anche l’ebbrezza del poter essere l’una e l’altra a seconda delle infinite possibilità accordate dallo scambio.  E proprio del libero scambio che intrattengo ora con amici divenuti lettori, ora con ex lettori divenuti amici, gode in particolar modo la mia dispensa che ostenta doni provenienti da ogni dove: il pepe verde di Paolo; la vaniglia indiana di Claudia; il miele mille fiori di Daniela; il ciauscolo di Luigina (bhè questo era in frigo, era…); la marmellata pere e zenzero di Ginevra; il caramello al burro salato di Francesca. E così mentre la borsa della mia spesa più originale si riempie di ingredienti-regalo per quanti mi circondano del loro affetto, la borsa da lavoro si carica inaspettatamente dei doni degli altri, per il gambero e le sue ricette. E allora io prendo e porto a casa.

Ecco diciamo pure che non a torto la mia curiosità si è spinta verso il barattolino del misterioso caramello al burro salato che Francesca ha riportato per me dalla sua Bretagna Blu! Per rendere onore e giusta espressione a luoghi mai visti e spinta dal desiderio di conoscerli almeno col palato, mi sono data un aplomb francese arrotolando crêpes nel mio piatto. Il resto l’ha fatto il caramello in caduta libera dal precipizio di un cucchiaino.

Fortunatamente nella mia ricetta, oltre agli ingredienti per le crêpes, non mancano le indicazioni per un caramello al burro salato fatto in casa, utile a me quando avrò finito quello di Francesca; a Francesca che avrà già finito il suo; e a tutti quelli che senza conoscere né Francesca né la Bretagna, avranno voglia di assaggiarlo almeno una prima volta!

Ricetta: “Crêpes alle nocciole con salsa al caramello e burro salato” tratta da “Crêpes” di Martine Lizambard

Ingredienti per la pastella (per 4 persone): 2 uova; 350 ml di latte; 40 gr di burro fuso (io, quello salato); 130 gr di farina; 1 cucchiaio di zucchero (io, quello di canna); 30 gr di nocciole in polvere; 1 pizzico di sale (io, fleur de sel); olio o burro qb per la padella.

Procedimento per le crêpes: mescolare la farina e le nocciole in polvere in una ciotola grande, aggiungendo il sale e lo zucchero e fare una cavità al centro. Rompere le uova in una ciotola e sbattere energicamente con un terzo del latte. Versare il composto poco per volta sulla farina, senza smettere di mescolare. Amalgamare il tutto con una spatola rimuovendo la farina dai bordi verso il centro. Unire poco per volta il resto del latte mescolando, finché la pastella sia liscia e senza grumi. Incorporare il burro fuso sbattendo energicamente e lasciar riposare per 1h a temperatura ambiente fino al momento della cottura in padella.

Ingredienti per la salsa al burro salato: 100 gr di zucchero; 250 ml di panna fresca, 40 gr di burro salato o semi salato; 50 gr di nocciole tritate grossolanamente o intere.

Procedimento: versare lo zucchero in una padella piccola con fondo spesso, facendo attenzione che si disponga in uno strato uniforme. Scaldare a fuoco medio finché non si scioglie trasformandosi in un caramello dorato e facendo attenzione che non si scurisca troppo. Nel frattempo far intiepidire la panna in un’altra casseruola: Versare lentamente sul caramello, senza smettere di mescolare, continuare a cuocere per 2- 3′ a fuoco molto basso. Togliere dal fuoco, unire il burro e mescolare bene per farlo sciogliere.

A questo punto servire le crêpes piegate o arrotolate, coperte si salsa al caramello e cosparse di nocciole.

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11 thoughts on “Crêpes alle nocciole e caramello al burro salato

  • Lo sai che dopo la chiaccherata di prima avrei ancora un sacco di cose da dire? Ci pensavo mentre ripassavo in padella l’indivia con olive e capperi… 😛 Peccato non aver avuto per pranzo questa crepe… è dorata e sottile al punto giusto e solo a rivedere quel barattolino prenoterei subito un altro aereo per Rennes… 🙂
    Mi piacciono le foto, come hai intonato i colori e grazie per l’omaggio ai pois, ormai mi conosci! Questa è una ricetta condivisa davvero perchè c’è anche una parte importante di te: le nocciole! 🙂
    Mentre leggevo, riflettevo: abbiamo scelto entrambe come “alter ego” degli animali… tu il gambero e io il gatto… ci avevi mai pensato? E’ un gioco di rimandi e riflessi, sono due identità che si prendono per mano, una sconfina nell’altra… io ti ho sempre sentita come Laura, sai? Una persona Vera, che spende tante parole quando deve spiegare qualcosa, che si sofferma, che sceglie e pondera i termini adatti… e tra quelli non c’è “fracassare”, ahaah! 😛
    Ormai quando ti leggo immagino il tuo viso davanti ed è come se mi raccontassi quello che scrivi guardandomi negli occhi… qui parli a tutti, lo so, ma è come se spuntasse il tavolino di Susina da un lato e il semaforo di Viale Gorizia dall’altro… 🙂
    Prendi e porta a casa… discorsi, sensazioni, opinioni, impressioni, confronti, consigli… questo il regalo più grande, no? Il frutto della conoscenza…

  • Francesca
    e allora devo dirla tutta, ho comprato apposta il libro, nel momento in cui ho trovato questa ricetta che sembrava fatta apposta per le nostre dispense 😉 E’ vero un gambero e un gatto e quanto ci assomigliano!!!!Grazie per le parole e cmq non sai quanto mi piacerebbe uno di questi giorni inserire in un mio post la parola ‘fracassare’, se non fosse così onomatopeica potrei farlo senza temere un terremoto!;-) Comunque io da gambero un po’ timido e ritroso sto prendendo e portando a casa grossi sorrisi e belle chiacchierate e in effetti è questo il regalo più bello!Un bacio!

  • Mi accorgo che quando ti vengo a trovare, ormai le ricette non le leggo quasi più,(quelle dolci come questa, son grosse tentezioni) e vado subito sull’articolo con la curiosità di leggere quello che hai da dire.
    Me lo chiedo ogni volta: che ci racconta questa volta? E le sorprese non
    mancano mai. Brava!
    Queste crepes sono molto invitanti ma purtroppo a me vietate.
    Aspetterò pazientemente una ricetta meno calorica, magari dietetica.
    Ciao, ciao e buona notte ai gamberi!

  • Antonella
    E’ una curiosità che mi piace 🙂 e che ho voglia di incentivare, e se esistesse un motto il mio sarebbe “chi mi ascolta (o sopporta) un po’ vince una ricetta
    🙂 non c’è rima, fa niente. Il fatto è che mi accorgo che le storie sono infinite come le ricette da provare, io non riesco più a vederne la fine 🙂

    Babs
    Cara Barbara, ma che bello sedurre una non golosa come te con la golosità!E’ una soddisfazione grande! 😀 Grazie!

    Maia
    Ciao Maia, allora dovrai provare assolutamente 😉

  • Sono felice di vedere come il tuo paradosso spazio-temporale si sia risolto senza fratture! Non amo i dolci (NON è vero, ma lo vorrei taaaaanto), ma questo è un dolce “salato” e quindi non posso che sperare che un giorno non lontano, una Gamber(Laur)etta bussi alla mia porta e me ne porga una porzione certa della mia incapacità di dare vita a una simile meraviglia!

  • Che delizia questo connubio…le crepes perfette per una colazione in tutta calma! Brava Gambero (o meglio Laura??) 😉 Io ammiro il frutto del tuo lavoro e ammiro la persona che ci sta dietro, che sia in versione Gambero o Laura!

  • Stefania
    Anch’io, cara mia, vorrei essere di quelle persone che quasi sempre con freddezza dicono “io non lego con il dolce”… Mah!Anzi, ma come si fa?questo è uno dei motivi per cui la mia vita non sarà mai quella di un’asceta!;-) e cmq se vogliamo illuderci facciamolo, ma tu l’hai capito – vero? – che in quelle crepes non c’è nulla di salato 😉 un bacio!!!!

    Anna
    Ma che carina che sei Anna!grazie, grazie mille!:-) a presto!

  • Volevo dirti che oggi ho preso il libro sulle crepes da cui hai preso la ricetta, ti ho subito pensata… e ho ricordato con gioia non solo il mio viaggio, ma anche questo tuo/nostro post… 🙂

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