Dalla Val di Chiana alla Val d’Orcia

Dalla Val di Chiana alla Val d’Orcia, di quest’ultima mi porterò dietro sempre l’immagine orizzontale delle stratificazioni cromatiche del paesaggio, una composta sovrapposizione di linee che segnano il confine tra un colore e l’altro : l’ocra delle valli, la linea bruna dei cipressi fino ad arrivare al rosso fiammante dei tramonti, bruciati!

Durante il periodo natalizio, quando la bella capitale ci fa sospirare l’arrivo di un freddo un po’ più invernale, noi ‘gamberi’ usciamo fuori porta e senza fissare una data di rientro ci ritroviamo sempre in Toscana.

Così su un vecchio Elnagh Magnum, che in occasione del nuovo anno ha compiuto i suoi 20 anni di esistenza e resistenza, abbiamo deciso di fare di Arezzo la nostra prima tappa. La città già l’anno scorso ci aveva ammaliati per la sua particolare vita dentro le mura: degli aretini è propria la naturale tendenza a godere del centro storico con il sano gusto dell’estimatore di cose antiche. L’ultimo dell’anno il mercatino dell’antiquariato ha trasformato la città nella mostra delle età più disparate e così dal trionfo del Liberty al Decò, dai Luigi Filippo fino agli anni ‘70 si passavano in rassegna salotti, camere da letto, intere sale da pranzo, il tutto disposto secondo le singolari geometrie della bella piazza in discesa: Piazza Grande.

 Riempiti gli occhi del piacere di questi ‘passages’, in cui la merce seduce il visitatore per la sua distintiva e intatta eternità, ci siamo rivolti alla pancia: ed anche in questo caso ci siamo concessi un ritorno che si chiama L’ Agania, Via Mazzini n.10

Si tratta di una vecchia osteria che segnalo volentieri per i suoi piatti forti, tipici della tradizione enogastronomica della Val di Chiana: Grifi con polenta (si tratta di lingua e guancie del maiale proposti in un morbido spezzatino in umido); coniglio porchettato (all’interno è possibile trovare veri e propri tronchetti di finocchietto selvatico che danno un aroma seducente alla carne); fegatini con cipolla, lumache in umido, pici con le briciole o all’aglione, pere al vino, cantucci e vin santo e quant’altro per una sosta piacevole e indimeticabile.

Devozione e simpatia per Bacco ci hanno messo sulla strada del vino ed ecco Moltepulciano.

Non è possibile visitare Montepulciano e rimanere con la pancia vuota, la città si visita con il palato, si potrebbe allora dire, per questo particolare, che la città non si visita:  si degusta!Varcato l’arco medievale d’ingresso ai lati della strada principale è impossibile non essere attratti dalla visita delle cantine, città sotterranee che oltre alla memoria etrusca oggi conservano insieme al Nobile di Moltepulciano, olii profumati dal sapore pungente e deciso, formaggi stagionati che riposano da tempo sotto cenere o ginepro. Per chi passasse da quelle parti segnalo la degustazione nella cantina ‘Ercolani’, suggestiva oltre che gustosa, la visita nella città sotterranea gotica rinascimentale: tomba etrusca del IV sec. a.C; granai del XIII sec; vinsantaie gotiche, oliaio e cantine del XIV sec; cisterne, officina del bottaio e cantine del Rinascimento;

 

 

Spuntini e assaggi vari ci hanno accompagnato da Montepulciano a Montalcino : qui, nella culla del Brunello corposo quanto basta ad accompagnare selvaggina in umido e formaggi e salumi della zona, il mio pensiero va alla piccola pasticceria di Mariuccia.

Routard ci aveva anticipato che scendendo in Piazza del Popolo il profumo dolce della piccola pasticceria tradizionale ci avrebbe attratto come calamite fin dalla strada; così è stato! La pasticceria nasce nel 1935 quando la giovane Mariuccia Fineschi, figlia di un fornaio decide di continuare l’opera del padre iniziando una piccola produzione di pasticceria all’interno del suo bar. Ancora oggi la pasticceria continua la sua produzione fedele alle ricette di un tempo: ricciarelli, cioccolatoni; pane dolce; panpepato al cioccolato si moltiplicano nel piccolo forno in tutte le forme possibili rivelando sulla confezione la particolarità degli ingredienti, non il segreto della ricetta.

A 12 Km da Moltalcino, Pienza e le sue strade dall’intenso aroma di formaggio!Romantica quanto basta perché anche Zeffirelli la scegliesse per alcune scene di Romeo e Giulietta, non trascura i piaceri più terreni della gola. A questo proposito tra le molteplici botteghe di prodotti tipici la nostra preferenza è andata sicuramente a quella che ci ha disorientati per le molteplici proposte di prodotti del territorio: la Bottega del Naturista!

 Rientrare a casa non è mai triste, ma i rumori e i colori accesi della grande città riporteranno il pensiero alla pace domestica dei casolari che ho ammirato laggiù.

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10 thoughts on “Dalla Val di Chiana alla Val d’Orcia

  • Gentile laura,
    hai lasciato un commento sul mio blog sul post composta di pere che…non doveva esserci…ehm…infatti non c’era ancora la ricetta, niente di scritto. Eliminandolo, però ho cancellato pure il tuo commento…scusami, non ci ho pensato. Domani mattina ci sarà di nuovo la foto ma stavolta con la ricetta…Scusami ancora e grazie della visita!!!
    elisa

  • Elisa
    non preoccuparti anch’io sono stata frettolosa, ho lasciato scorrere lo sguardo sulla tua home e quando ho visto tante nuove ricette, ho scelto di comunicare con te attraverso l’ultimo post e non ho fatto caso a tutto il resto…grazie per la cura del tuo messaggio! 🙂

    Carlotta
    Cortona è stata una delle tappe del viaggio dell’anno scorso, mi ha lasciato senza fiato; suggestiva la sua posizione, fantastico il cibo e il ricordo di una una spettacolare ‘Annunciazione’ di Beato Angelico nel Museo Diocesano! Grazie per la tua visita!

  • Ho aperto solo oggi la pagina del tuo ultimo viaggio in Toscana, mi ero fermata solo ad ammirare i tramonti, e le altre foto riguardanti la simpatica bottega e l’interno delle cantine non ancora le vedevo. Sono una bellissima sorpresa. Grazie!

  • cara laura sono io questo tramonto in toscana si vede gli alberi che svolazzano e il sole che sorge e una favola appresto con affetto elenuccia

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