“Naturalmente buono”

Naturalmente buono

“E tu che lettore sei?”

E il ‘tu’ non ero ‘io’, come nello specifico avrei voluto essere, ma un più generico ‘noi’.

Noi: io e un nutrito gruppo di anime appassionate di libri in un’aula universitaria a cui qualcuno, che di libri ne sapeva più di noi, lasciava intendere l’esistenza di ‘quel di più’ che in genere sfugge. La domanda era semplice e diretta, a patto di conoscere la risposta: “E tu che lettore sei?”

“La domanda della domanda”

Sei il lettore ‘ingenuo’ che legge tanto e tutto alla ricerca di un ‘contenuto’ qualsiasi pur di soddisfare un bisogno o un’esigenza particolare, un istinto di fuga, fosse anche una pura curiosità del caso? O sei, forse, ‘tu’ un lettore ‘specializzato’ che sa già cosa leggere, perché prima di leggere ha imparato a scegliere cosa leggere e cosa no? Ecco, questa era la domanda della domanda.

Così oggi anche se i reparti in cui la mia lettura sconfina sono molto diversi da quelli di un tempo, mi accorgo che il criterio è sempre lo stesso ed è applicabile anche nella scelta di un libro di cucina.

Un lettore ingenuo potrebbe pensare che un libro di cucina è pur sempre un libro di cucina: ricette, fotografie, ingredienti, procedimenti lo rendono per ‘contenuto’ molto simile a tanti altri libri che promettono gli stessi argomenti. E invece no. Ma vai a capire le differenze, se non sei un lettore ‘specializzato’ sull’argomento!

Da quando sugli scaffali delle librerie hanno cominciato a trovare collocazione, in pianta stabile, anche i libri delle food blogger accanto a quelli di chef e ‘addetti ai lavori’, l’offerta non solo si è arricchita ma si è anche molto differenziata, perché differente è la ‘storia’ che si propone al lettore. Anzi, ‘quella che si racconta’.

Grissini ai semi di papavero

Grissini ai semi di papavero

E ‘tu’ che storia cerchi?

Così quando Mimma e Marta mi hanno ‘raccontato’ prima del previsto che presto sarebbe arrivato un libro in cui raccontare il ‘loro’ cibo ‘naturalmente buono’, io ero certa che il libro non si sarebbe limitato ad essere un indice di ricette, ma che avrebbe soprattutto parlato di loro: della loro casa e di tutti gli angolini più intimi in cui piatti fumanti e tazze da tè avrebbero trovato la collocazione per gli scatti di Marta. Il libro avrebbe sicuramente parlato di una Palermo, agrodolce come proprio una caponata siciliana deve essere, ma avrebbe anche raccontato la storia bella di una famiglia in cui il cibo è diventato trait d’union tra una mamma, una figlia e un uomo di casa, ognuno con le idee molto chiare a partire dal porridge della prima colazione.

Ecco il libro avrebbe raccontato tutto questo, e molto di più, ma in un certo senso io lo sapevo già e non solo per l’amicizia bella che mi lega alle sue due meravigliose autrici, ma anche perché il libro in questione sarebbe stato un prodotto ‘artigianale’, e in quanto tale, con un valore aggiunto rispetto al vasto panorama del momento.

Da tempo ormai mi ritrovo a pensare che quando l’autore di un libro di cucina è nel contempo ‘autore’ delle ricette del libro stesso, ma anche delle fotografie, e si muove nello spazio domestico della sua casa e dei suoi più personali oggetti di famiglia c’è qualcosa di ‘artigianale’ che valorizza non solo il suo mondo ma anche l’atto stesso del narrare. E’ semplicemente questo che rende il suo gesto unico e inimitabile. E’ questo il valore aggiunto di un libro rispetto ad un altro che è frutto di un’operazione ‘commerciale’ meno disponibile al tempo e allo spazio del ‘racconto’ privato e personale.

Ecco perché sapevo che ‘Naturalmente buono’ sarebbe stato il bel libro che oggi è, simile solo a quel genere di libri che nascono dal gesto paziente e perfezionista di un singolo ‘artigiano’. Tutto qui. E ‘tu’ che lettore sei?

Naturalmente buono

Grissini ai semi di papavero

Ricetta dei Grissini ai semi di papavero tratta da “Naturalmente buono”

Ingredienti (dose per 6) :

  • 200 gr di farina di farro bianca
  • 150 gr di farina di farro integrale
  • 80 gr di lievito madre rinfrescato (io licoli)
  • 200 gr di acqua
  • 40 gr di olio evo
  • 2 cucchiai di semi di papavero

Procedimento:

  • Sciogliere nella planetaria il lievito nell’acqua
  • Aggiungere le farine e impastare per un po’
  • A questo punto aggiungere l’olio e il sale e impastare nuovamente finché l’impasto non risulti più sodo
  • Prelevare l’impasto e fare un giro di pieghe, prima di lasciar riposare per circa due ore. 
  • Passato questo tempo, spolverare di farina il piano di lavoro e stendere l’impasto nella forma di  un rettangolo.
  • Fare un giro di pieghe a libro piegando il lato superiore verso la metà dell’interno e chiudere il tutto con il lembo inferiore.
  • Girare a 90 ° l’impasto e ripetere per tre volte questa operazione fino a lasciar nuovamente riposare per 1 ora.
  • Passato questo tempo, stendere nuovamente l’impasto ricavando un rettangolo dallo spessore di 1,5 cm.
  • Con una rotella taglia pizza, ricavare delle strisce lunghe circa 8-9 cm e allungarle con le mani sulla spianatoia infarinata.
  • Preriscaldare il forno a 210 °C e mentre il forno si riscalda, trasferire i grissini su una teglia ricoperta da carta da forno (nel mio caso ci sono volute due teglie da 80 cm)
  • Spolverare i grissini con i semi di papavero e infornare per 15-20 ‘ fino a doratura.
  • Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella perché diventino croccanti.    

 

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3 thoughts on ““Naturalmente buono”

  • Penso che di questi tempi poter dire anche semplicemente “io sono un lettore” senza nessuna specifica accessoria sia un lusso. O almeno io lo considero tale. Forse perché in una vita senza figli, in una vita senza la testa pesante dal cercare di esprimersi in 3 lingue tutti i santi giorni, la lettura la sera con la cucina vicina al letto era un momento sacrosanto, a cui non rinunciavo neppure alle 2 di notte, fosse anche solo per 2 minuti. Si continua a leggere, che discorsi, ma ahimè si legge molto molto meno. Quello che posso dire é che credo che le mie letture “canoniche” non si discostino molto da quelle che riguardano la cucina, vado alla ricerca delle stesse sensazioni: trasporto, semplicità e un pizzico di stupore.
    Il libro di Mimma e Marta mi aspetta da mia mamma che nell’attesa del mio arrivo già si diletta con le loro ricette e me ne racconta meraviglie, io dal canto mio non avevo dubbi. Come non avevo dubbi che tu avresti dedicato loro parole perfette e genuine, come loro e come te. Buona settimana Laura!

    • Margherita bella, pensare in tre lingue deve essere complicatissimo e quindi capisco il tuo bisogno di evasione, ma anche decidere di ‘evadere’ è una scelta perciò cara mia credo anche tu sia una ‘lettrice specializzata’ anche se distrutta dalla fatica giornaliera;-) E se la tua scelta si orienta verso il mondo di Mimma e Marta sono certa che quello che cerchi sia pure ‘un racconto’. E quanto alla cucina ti avverto, il libro è contagioso non solo per le atmosfere domestiche suggestive e famigliari, ma anche per il desiderio di ‘mangiare’ che trasmette.
      A mia madre ad esempio ha fatto lo stesso effetto e devo dire che io stessa ho già replicato molte ricette, vedrai cosa succederà quando ne entrerai in possesso anche tu!Ti abbraccio forte!

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