Lassi allo zenzero, cumino e ‘beatitudine’

cuminoE così oggi è venuto il momento di sapere che effetto fa dissetarsi con una bevanda salata: un lassi. Si tratta di una ricetta indiana che combatte il caldo impellente con una punta di sale. Mai sentita una cosa del genere!Fatto sta che l’idea di scoprire i segreti riposti in un palato indiano e altre forme di ‘beatitudine’, fosse anche dentro un bicchiere, mi ha spinta a procedere.

yogurt e zenzeroCon poche operazioni ho goduto il mio lassi scoprendo che può goderne chi ama senza riserve l’acidità assoluta dello yogurt bianco. Il sale è il monito a tutti quei palati ostinati a cercare una sensazione di dolcezza ‘a tutti i costi’, in ciò che si beve. Il cumino e i filamenti di zenzero, sotto i denti, contribuiscono in egual misura ad accentuare il carattere piccante e rinfrescante sulla lingua.

Ho capito, insomma, che un lassi vuole dissetare e basta. Nessuna inaspettata dolcezza all’orizzonte delle aspettative più tenaci. Questo è l’imperativo categorico.

E’ poi un’altra riflessione. Mi è piaciuto pensare che un lassi è per chi sa preferire forme di beatitudine a quelle di felicità. Per me beatitudine e felicità non sono mai state la stessa cosa. La felicità è per tutti quelli che amano ‘correre’ ostinatamente dietro qualcosa che si fa desiderare, qualcosa che fa ‘capolino’ sempre un palmo più in là da noi. La beatitudine, invece, mi piace immaginarla diversamente. La beatitudine è ‘uno stato in luogo’: una specie di ‘felicità’ senza moti. Direi più un appagamento, un ristoro e forse, allora, anche un lassi dissetante senza promesse di dolcezze lontane da raggiungere.

Se poi c’è qualcuno che preferisce alla beatitudine, la ‘felicità’ a tutti i costi e ama trovarla altrove, qualcuno per cui la felicità è la punta dolce che sfugge al tutto, consiglio un po’ di sciroppo d’acero. E gli indici di gradimento del lassi saranno immediati. De gustibus.

Ricetta ‘Lassi di zenzero e cumino’ tratta da ‘Zenzero’ di Alice Hart

Ingredienti (per due persone): 1 cucchiaino di semi di cumino; 200 ml di yogurt al naturale; 200 ml di acqua fredda; 15 gr di zenzero fresco sbucciato e grattugiato finemente; un pizzico di sale.

Procedimento: tostare in padella i semi di cumino finché sviluppano tutto il loro profumo, poi pestarli in un mortaio. A questo punto frullarli con lo yogurt, l’acqua e lo zenzero. Aggiungere un pizzico di sale e cubetti di ghiaccio. Servire in bicchieri alti. E godersi il momento.

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14 thoughts on “Lassi allo zenzero, cumino e ‘beatitudine’

  • Io che sono per la beatitudine ho amato questa bevanda in uno sfocato pomeriggio di anni fa, e mi ha fatto piacere ritrovarla qui da te e leggere le tue sensazioni.
    Mi hai regalato un ricordo.

  • Arianna
    Bello quello che mi dici!Regalare un ricordo non facile e sono onoratissima di esserci riuscita!!!

    Sara
    L’ho pensato anch’io sai, quando l’ho scoperta.E’ stato uno dei motivi che mi ha spinto a provare, in cucina difficilmente mi lascio frenare dallo scetticismo. Nell’ultima foto è protagonista una delle mie prime rose di stagione…mi piacerebbe delle volte utilizzarne i petali per qualche preparazione particolare, anche una marmellata…chissà se combinerò qualcosa?un abbraccio forte!

  • Venerdì ho seguito un interessantissimo dibattito su quanto interesse abbiano le industrie del cibo a spostare il gusto dei consumatori (questo siamo), verso il dolce. Alimenti insospettabili quali pane, latte, carne, frutta e verdure, ma la lista è molto più lunga, vengono lavorati e immessi sul mercato trattati in modo da esaltarne il lato dolce. Omologazione del gusto. Le conseguenze saranno disastrose, ma non ti annoio oltre. Ben vengano quindi ricette in cui il gusto vari, sia inusuale, si arricchisca di note che non siano sempre e solo dolci! Brava Gambera Russa e perciò controcorrente e rivoluzionaria!

  • Stefania
    Ma lo sai ho pensato a lungo all’indice di gradimento di questa ricetta una volta proposta: in effetti sarebbe stato più facile proporne la versione dolce per accontentare tutti… ma non ce l’ho fatta. Alla fine ha vinto la voglia di difendere un sapore finora mai incontrato per scoprire i suoi ‘segreti’. Sono contenta che il mio e il tuo palato siano così in sintonia 😉 un bacio grande grande!

  • La tua beatitudine è quella che io chiamo serenità. E ho imparato ad apprezzarla molto di più, crescendo. E’ lei la mia meta, ora. La felicità l’ho sempre paragonata ad una farfalla che vola via e ha ali forti ma anche fragili, pronte a spezzarsi… forse l’ho capito perchè l’ho inseguita tanto, in passato, ma è sempre durata un attimo… la serenità invece, come la leggerezza, è una conquista più lenta ma più duratura, come essere in pace con se stessi e con il mondo, un “calmarsi” positivo, che fa apprezzare di più quello che abbiamo…

    Scusa, non ho parlato ancora della ricetta, mi sono fatta trascinare… 🙂
    Trovo interessante tutto ciò che non conosco e contempla lo zenzero, un mio “alleato” che non mollo più… quindi grazie per questa pagina nuova che mi hai aperto… 🙂

  • Francesca
    Mi fa piacere vedere così condivisa un’impressione che sento ormai sempre più radicata nelle mie convinzioni. Grazie! E’ vero lo zenzero è un potente alleato, forse ormai un ingrediente ‘feticcio’ che non manca nel frigo e neanche in barattolo nella versione secca. Ti mando un bacio, non sai che piacere leggerti! 😉

  • Ciao Laura, non ho mai visto prima il lassi aromatizzato con il cumino. Deve conferire un sapore piuttosto deciso. Mi intriga la tua descrizione per cui lo provero`, magari quando verra` un po’ di caldo a New York perche` ora come ora non ho davvero bisogno di rinfrescarmi purtroppo 😉

  • Kja
    Veramente dici?pensa che questo è stato il mio primo lassi in assoluto e mi fa così piacere sapere che in questa variante il cumino fa da novità 🙂 e comunque mi fa piacere che ti abbia intrigato questa versione!;-) un bacio!

  • Se il cumino è indispensabile in questa ricetta per esaltarne il gusto,
    purtroppo non potrò provarla perchè sono allergica a questa spezia.
    Questa volta sono rimasta colpita dall’ultima fotografia in cui è
    protagonista la rosellina bianca. Quella purezza che emana, buca ed
    esce dallo schermo…………. l’immaginazione fa sì che se ne possa
    sentire il profumo. Brava!!!!!!!!!!!

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