Pappardelle semi integrali con crespigna

Pappardelle semi integrali con crespigna

Io, Lei, l’Altra, siamo ormai in sintonia sul da farsi e sul dove ritrovarci: possibilmente a primavera, possibilmente in campagna.

Perché in campagna mentre agli uomini piace perder tempo dietro a motori e motorini che tanto non partono mai, a noi donne invece, il tempo piace ‘impastarlo’ sulla spianatoia dove le nostre mani si incontrano e chiacchierano, ormai ‘ritualmente’, come un anno fa.

Questa volta però io lei e l’altra, invece di concertare insieme, a sei mani, abbiamo studiato una divisione delle parti perché ognuna diventasse un personaggio in cerca del suo ruolo preferito.

Pappardelle semi integrali con crespigna

A Lei, ad esempio, io e l’altra abbiamo deciso di far infilare le dita lunghe ancora inesperte nei crateri della farina, proprio dove acqua e olio si separano moltiplicando gli ‘occhi tristi dell’invidia’. Perché si sa che quando l’olio cade nell’acqua si separa, ma se si moltiplica la ‘lettura’ cambia!

Quando la farina ha cominciato ad aderire bene ai contorni di un panetto liscio, stendere l’animo e l’impasto è stato facile, tanto quanto apprendere il segreto delle pieghe per un taglio al coltello. Perché in campagna, se si decide per un aplomb d’occasione, il coltello è d’uopo!Si sa!

Pappardelle semi integrali con crespigna.

Pappardelle semi integrali con crespigna

Pappardelle semi integrali con crespigna.

Pappardelle semi integrali con crespigna

Pappardelle semi integrali con crespigna

Pappardelle semi integrali con crespigna

Pappardelle semi integrali con crespigna

Pappardelle semi integrali con crespigna

Pappardelle semi integrali con crespigna.

Pappardelle semi integrali con crespigna

L’altra, invece, lontana da me, da lei e dalla spianatoia, ha cercato altrove la sua dimensione. Che, in genere, è sempre verde. E che è anche sempre mutevole: nei nomi e nei sapori.

Questa volta, ad esempio, si è trattato di ‘verde’ crespigna: una cicorietta selvatica commestibile finché tenera, altrimenti no. Ecco, l’altra sa sempre dare un nome a ciò che trova. E soprattutto se verde! Inutile dire che anche in questi casi oltre a un buon occhio, un buon coltello è d’uopo!

Pappardelle semi integrali con crespigna

Tra lei e l’altra poi ci sono io, defilata dalla farina e dal verde crespigna.

Io, sono quella dietro l’obiettivo, un punto di vista privilegiato se si ha voglia di rivedersi e ritrovarsi nella storia bella di quando io sono stata lei, con le mani sporche di farina per la prima volta, e di quando poi sono diventata l’altra capace di dare un nome alle cose e distinguerle, riconoscendo quali scegliere e quali lasciar perdere. Facile a farsi, anche senza l’uso di un coltello, che in non tutti i casi è d’uopo!

Ricetta Pappardelle semi integrali con crespigna

Pappardelle semi integrali con crespigna

Ingredienti: 300 gr di farina semi integrale bio Gentilrosso; 2 cucchiai di olio evo; 1 pizzico di sale integrale; acqua qb; misticanza (io, crespigna: lessata e  ripassata in padella con aglio e peperoncino)

Procedimento: diporre la farina a fontana e al centro versare acqua tiepida e l’olio. Lavorare l’impasto aggiungendo se necessario acqua e farina finché  non sarà liscio ed elastico. A questo punto far riposare un po’. Successivamente dividere l’impasto in panetti e stendere ad uno spessore non troppo sottile, perché la consistenza risulti rustica.

Ripiegare l’impasto e tagliare al coltello la larghezza desiderata. Lessare la pasta, avendo l’accortezza di aggiungere un po’ d’olio evo nell’acqua di cottura perché la pasta non attacchi mentre cuoce. Condire il tutto con una verdura tenera e ben rosolata in padella, nel mio caso si è trattato di crespigna.

Pappardelle semi integrali con crespigna

Related Post

8 thoughts on “Pappardelle semi integrali con crespigna

  • Non puoi capire. Io ti adoro. Non so come tu riesca a essere così poetica nei tuoi racconti. Come quando si legge un bel libro e si è lì, sulla scena; e io leggendoti mi sono sentita come un’ospite che sbircia in cucina in attesa del pranzo della domenica, curiosa come al mio solito di odori, colori e spadellamenti. Entrare e uscire dalla cucina, magari facendo capolino in giardino perché il tempo comincia a sorridere e a farci sentire allegri. È poi finalmente si mangia! Io ci aggiungerei un buon bicchiere di vino e tante chiacchiere! E poi questa crespigna, in Toscana la si salterebbe con una salsiccina!

  • Francesca
    Cara mia, ma infatti io penso che io e te dobbiamo smetterla di sentirci la mattina quando il mondo dorme, che certo fare colazione insieme è stato bello ma è necessaria, tra noi, la rivalsa di un pranzo come si deve!E si un bicchiere di buon vino sotto i miei ciliegi in fiore ci starebbe bene, dobbiamo solo organizzare, noi gamberi ti aspettiamo!;-) Un bacio!

  • Che meraviglia Laura! Questa è la primavera, questo è il profumo della freschezza e delle amicizie care e pure! Io appena ho un po di tempo prendo la direzione – campi in montagna e inizio le mie avventure con le erbe selvatiche! 🙂 Giusto settimana scorsa in una fiera ho preso anche il libro 😉
    Ottime le pappardelle! Mi viene una voglia di mettere le mani in pasta!

  • mi ricordo molto bene il post dell’anno scorso, se non fu quello, fu uno dei primi che mi permisero di entrare timidamente nella tua calorosa cucina. Mi piacciono i crateri della farina, l’idea di un mondo che scoppia di vita nelle vostre mani. E quanti segreti, quante confidenze impastate insieme ad acqua, farina ed olio. E un po’ mi mancano le parole, perché si respira quell’intimità solo vostra, e quante cose riesci a raccontare con i tuoi scatti.
    buonanotte cara Laura, sono come sempre felice di aver posticipato il mio sonno per addormentarmi solo dopo averti letta:-) Marta

  • Questo è uno di quei momenti in cui ogni singola parola aggiunta sembra sempre rovinare la perfezione raggiunta.
    Non dico altro … solo poesia.
    un abbraccio forte forte e buona settimana

  • E’ impossibile non rimanere affascinati… Quanto mi piacciono i momenti tra donne, che siano tra amiche o tra donne della famiglia perchè si crea un’atmosfera magica in cui si comunica sia con le parole che con gli sguardi. E poi questo piatto nato dalla collaborazione tra donne deve essere speciale…
    Finalmente sono riuscita a visitare e ad iscrivermi su Greenshare e mi è piaciuto moltissimo! Non ho potuto fare a meno di notare le tue bellissime foto che come sempre rapiscono i miei occhi 😉
    Un bacione e buona settimana!

  • Il problema del dire ” vado a vedere cosa c’e di nuovo dal gambero russo” non é cosa da poco…. dico sul serio. Ogni volta si rimane intrecciati a parole, fotografie e ricette… per non parlare dei personaggi. Eclettico, brillante e meraviglioso. Vanno bene come aggettivi per descrivere il tuo “lavoro”? Mi piacerebbe avervi spiato dalla finestra in questo vostro ritrovo….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *