Sorbetto ai limoni confit e fiori d’arancio

Ho pensato una serie di cose il giorno in cui ho assaggiato questo sorbetto. E anche se gli ingredienti parlano dell’Oriente e dei suoi sapori freschi, io l’ho immaginato perfetto per dissetare un ‘vagabondaggio’ estivo a Roma.

Immediatamente dopo la chiusura delle scuole, mi ritrovo ‘a girare a zonzo’ per le vie della città. Girovagare senza meta, ‘flaner’ – come dicono i francesi – mi piace. E diciamo pure che se poi si ha l’opportunità di farlo in una città come Roma, allora “scantonare” di strada in strada può diventare una forma d’arte di cui riesce a godere soprattutto  l’occhio di chi è ‘generoso’ con i particolari o i ‘particolarismi’ della capitale. Il mio ‘occhio’, ad esempio, a seconda delle epoche storiche che vuole incontrare sceglie i suoi punti di vista. Così ci sono giorni, in cui mi ritrovo a scalare la città sulle altezze riservate alle terrazze oltre i pini marittimi, per distinguere la Roma rinascimentale delle cupole da quella imperiale dei fori, fino ad arrivare, in lontananza, a quella squadrata dal marmo ‘fascista’. Ci sono volte, invece, in cui mi piace l’idea di inabissarmi e di percorrerla all’interno, fin dentro la sua pancia piena e sempre calda. In questo caso lo sguardo piuttosto che planare sulle cose per coglierle ‘a volo’, si scontra a viso aperto con le molteplici ‘facce’ della città. E proprio in questi casi, mi ritrovo a essere investita da tutto ciò che si presenta, che mi strattona e che ferma il passo davanti la facciata di un palazzo, dentro gli angoli in penombra, di fronte a statue, fontanelle e ‘personaggi’ che non sanno di ritrovarsi dietro un obiettivo.  In questo modo tutto ciò che è banale si carica di una valore aggiunto che il mio modo di guardare attribuisce ora ad una strada, ora ad un’incisione sul marmo, o ad una donna che legge piuttosto che a quella che passa.

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Via dei Giubbonari

Ponte MilvioIsola Tiberina

Ci sono poi i ‘romani’. Quanto li ho cercati in mezzo ai turisti, a ‘centurioni’ e a tutta un’umanità sospetta di qualche gloria del passato; ma niente, chi per un modo chi per un altro, alla fine tutti ‘forestieri’ o ‘soci’ di recente data come me. Ecco allora perché quando ne ho conosciuto uno, l’ho portato subito all’altare per poterlo interrogare tutta la vita nel bene e nel male, finché morte non ci separi, sulla sorte dei romani a Roma. Finora quello che ne ho ricavato è che la consapevolezza che un romano ha di essere ‘de Roma’ è poca cosa: forse il privilegio di un’identità storica è un bene certo che non va più conquistato, quanto piuttosto goduto ‘sonnecchiando’ come i gatti di Largo Argentina ignari di ritrovarsi su un capitello corinzio nell’ora della sosta. Beata incoscienza quella, che non a tutti è dato raggiungere se non nei secoli dei secoli.

fontana delle tartarughe

Ecco ho pensato a tutto questo il giorno in cui ho assaggiato il mio sorbetto, mentre dalla terrazza condominiale aguzzavo l’occhio verso il Cupolone che, nelle giornate in cui il cielo è terso – dice ‘quel’ romano ‘de Roma’ di cui sopra -, pare si veda anche da qui… anche se io, non l’ho visto mai.

Ricetta tratta da “Un dejeuneur de soleil”  e liberamente rivisitata secondo gli ingredienti di seguito riportati.

Ingredienti ‘Sorbetto d’oriente ai limoni confit e fiori d’arancio’ ( per 4- 6 persone):

Sciroppo: 260 ml d’acqua minerale (non gassata); 230 g di zucchero semolato; 1 cucchiaino di miele d’arancio o limone (io, mille fiori)

Sorbetto: 250 ml di latte fresco intero; 260 g di succo di limone non trattato appena spremuto + la scorza di un limone confit ben dissalato (la ricetta è qui); 2 cucchiai d’acqua di fiori d’arancio; qualche foglia di menta per servire.

Procedimento: portare appena a bollore l’acqua con lo zucchero e il miele. Spegnere e lasciar raffreddare. Aggiungere  il latte, l’acqua di fiori d’arancio, la scorza del limone dopo averla accuratamente dissalata sotto l’acqua corrente. Versare il succo dei limoni e mettere tutto in freezer un quarto d’ora circa. Versare nelle gelatiera e riporre in freezer aspettando che raggiunga la consistenza desiderata. Sistemare (se piace) il sorbetto in dei bicchieri che possano andare in freezer. Servire con qualche foglia di menta.

La mia ‘variazione’ ha voluto dare maggior spazio al sapore del limone in tutte le sue versioni: quello fresco spremuto e quello ‘salino’ confit che ha, appunto, la peculiare caratteristica di alludere nel profumo proprio al gelato al limone. Latte e fiori d’arancio ‘ammorbidiscono’ i toni aspri in favore di una dolcezza dissetante e non invasiva. Buono, buono senza riserve!

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9 thoughts on “Sorbetto ai limoni confit e fiori d’arancio

  • Roma me la ricordo ancora,anche se ci sono stata sempre di corsa e mai con quella calma che gli è dovuta…ma i gatti di largo Argentina me li ricordo bene e la tua descrizione calza perfettamente!
    Ne vorrei un po’ anch’io di questo sorbetto si può? 🙂

  • Questo post è speciale.
    Perchè sa di oro, di deserto, di ambra.
    Perchè è stato desiderato e atteso.
    Perchè unisce cucina-pensieri-impressioni-foto.
    Tutto parla di te. Hai aperto la finestra, ci hai fatto affacciare un pò sul tuo mondo e sul tuo sguardo, oltre le ricette. Sai che questo mi piace… 🙂 Ed è una promessa, presto andremo in giro al tramonto con la Canon al collo! E faremo sia la pasta fresca, sia… questo sorbetto che tanto aspettavo e volevo vedere!
    🙂
    Siamo a Roma, è vero, ma io qui da te, come ho avuto modo già di dirti, viaggio sempre un pò… oggi respiro Sud, scirocco, spezie e mi torna in mente un vecchio film di Salvatores… e volo via…

  • La tua descrizione della nostra bella Roma calza a pennello, sono veramente fortunata di essere nata in una città così ricca di arte, e più cammini e più trovi scorci, angoli, balconcini e quant’altro da vedere che ti riempie lo sguardo e ti arricchisce dentro. Il mio “romano” è nato al Rione Monti Via Baccina ti lascio immaginare….. ogni volta che passeggiamo tra i vicoletti del centro storico ha qualcosa da farmi vedere. Bene, ma veniamo al tuo sorbetto….. da fare appena troverò i limoni che chiederò al mio contadino del mercato che li ha di produzione propria, le foto sono particolarmente invitanti. Bacio

  • Per prima cosa…… complimenti per le foto. Invidio la tua libertà e la tua possibilità di girare per le vie di roma e di rapire attraverso la macchina fotografica colori, scorci di vie, momenti di vita estiva della nostra bellissima città…..E se mi unissi a te?????? Eppoi…… Lo aspettavo…….. e finalmente hai pubblicato la ricetta!!!!! Un buonissimo e freschissimo sorbetto. La farò subito. Baci baci

  • Condividiamo passioni simili. Quando voglio farmi un regalo o devo rimettere i pensieri in ordine, non trovo modo migliore che perdermi nei meandri della più bella città del mondo. Un museo a cielo aperto che solo la cecità di chi dovrebbe amministrarla e valorizzarla, non riconosce. Essere turista a casa mia è un privilegio che mi solleva dai momenti di stanchezza. E le tue foto sono proprio romane: colgono essenza, colore e odore di un posto unico, tanto estroverso quanto difficile da penetrare. E se lo fai gustandoti un’ignorante grattachecca o un più raffinato sorbetto… bè, poco cambia! Occorre un animo bello e vero per cogliere certe sfumature e a te non manca di sicuro. Buone passeggiate.

  • Manuela
    Io adoro quei gattoni sornioni, conducono un’esistenza ‘stravaccata’ convinti che è meglio star fermi là dove si trovano, tanto tutte le strade portano a Roma 😉
    Quando passerai da queste parti per venirmi a trovare, sorbetto sia!
    ps oggi ho assaggiato il nocino che facevo di questi tempi (e che ho rifatto ieri) ma lo sai che abbiamo seguito la stessa ricetta posso quindi dirti che verrà buonissimo e se dopo averne aperta una bottiglia lo conserverai in frigo l’aroma richiama quello fresco del gelato alle noci!Un bacio!

    Francesca
    a si ormai è stabilito, e pasta fresca sia!;-) Grazie per tutto quello che dici, mi sento un po’ accompagnata da te, in genere pubblico durante le nostre chiacchiere e questo comincia a dare un senso allo scambio virtuale dei blog che hanno un senso vero se riescono veramente a mettere in contatto e far incontrare persone con la stessa passione.Grazie! e poi Salvatores, non potevi farmi complimento migliore, è in assoluto il io preferito!

    Daniela
    Rione Monti?!Bhè allora mi capisci e lo sanno bene ‘sti romani de Roma che ci portano nei punti strategici ‘per farce di’ de si’ -come dice la nota canzone – 😉
    Ma veniamo al sorbetto. Lo sai che prima dovrai fare i limoni confit 😉 vero?Lo sai che dopo averli fatti, tu e Luigina comincerete a produrre limoni confit più delle marmellate?preparati a questo nuovo amore folle e poi per riprenderti dalla sorpresa della scoperta, sorbetto a tutte le ore 😉 un bacio!!!

    Luigina
    Visto?finalmente il sorbetto c’è!Se penso che hai partecipato emotivamente alla gestazione di questa ricetta che poi ha ispirato la tua, ricordi?è cmq una garanzia di piacere!Ho già scritto alla tua ‘socia’ che prima ti toccherà invasare qualche limone, vedrai che scoperta 😉 e poi girare per Roma, quando vuoi io trovo che Roma d’estate sia irresistibile!Ti abbraccio!

    Stefania
    Bhè come dire, tu l’altro giorno mi hai sorpreso in una delle mie peregrinazioni 😉 l’hai visto con che andamento flemmatico me ne vado in giro: in questo periodo sto andando in fissa per i quartieri vicini al mio, al di là della Nomentana c’è un mondo che sa di traffici esotici, negozietti, e caffè tostato. Tutte le mattine mi alzo e passeggiando con Vanda scopro tutto quello che ancora mi manca: ad esempio una libreria dedicata a soli romani di viaggio, antiquari di ogni età e pasticcerie… che te lo dico a fare?La prox magari ci mettiamo d’accordo così non ci affidiamo al caso!;-) un bacione!

  • Anche questa volta mi sono fermata alle foto. Bellissime!
    Gli scorci di questa città sono fantastici, grazie perchè li
    fai conoscere a chi non ha il privilegio di viverci.
    Promettimi di non ridere,,,,,,,,,, ma paragono (paradosso),
    Roma ad una persona che non mette soggezione,
    con cui ci si può vivere bene, in ogni angolo, tra mercatini
    rionali, fontane e piazze, così, come se stessi a casa tua.
    Spero di aver reso l’idea.

  • Antonella
    Roma è generosa. Questa è la stessa idea che da a me, io qui infatti mi sento ovunque vado sempre accolta e delle volte riesco a immaginare la mia infanzia qui anche se l’ho trascorsa altrove 🙂

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