Il caffè ‘sbagliato’ nel cake ‘giusto’

Il caffè 'sbagliato' nel cake 'giusto'

Ultimamente non bevo più caffè. Ho smesso più di un mese fa, nel momento in cui più ne avevo bisogno: insomma un banale errore di tempistica, che ha contribuito a rendere la mia espiazione da caffè sicuramente più eroica di quanto immaginassi.

A questo poi si aggiunge il fatto, che il mio affezionato suocero si è presentato poco tempo fa con un regalo proprio interessante, per una che ha da poco vinto la sua astinenza da caffè: e cioè una tecnologica macchina accessoriata di pulsanti per ogni genere di caffè desiderabile: lungo, corto, nero, macchiato, decaffeinato. Insomma cosa dire: mancherebbe un telecomando e sarebbe perfetta per ordinare anche un caffè a distanza, se potesse.

E io che con tanta tecnologia a disposizione riesco sempre a mandare il tilt i miei criteri di scelta, ecco che mi ritrovo sul più bello ad accontentare i desiderata del caro marito con un caffè ‘sbagliato’: molto profumato certo, ma troppo corto e concentrato per i battiti anarchici del suo cuore.

Insomma l’astinenza da caffè può fare di questi scherzi a chi tenta di svegliarsi senza caffeina e, mentre preme pulsanti su macchine ‘inquietanti’, pretende pure di impastare il dolce della colazione. Così ecco che al momento di decidere gli aromi del mio abituale cake del sabato mattina: non ci sono stati dubbi e il caffè ‘sbagliato’ è entrato nel cake più ‘giusto’ che io abbia mai assaporato.

Il caffè 'sbagliato' nel cake 'giusto'

E non c’è stata premeditazione, si è trattato infatti di quel genere di preparazione che in genere peso a occhio e che mai avrei creduto ‘protagonista’ di un post da ‘gambero’, e invece eccolo qua.

Forse sarà poco credibile l’entusiasmo di chi si accontenta di svegliarsi annusando l’aroma del caffè dalla tazza del marito, ma certo questo cake, nato per errore, è stato veramente una piacevole sorpresa, oltre alla perversa soddisfazione di assaporare un caffè senza berlo in tazza!

Ricetta: Cake al caffè

Ingredienti: 3 uova; 3/4 di 1 bicchiere di latte; 3/4 di 1 bicchiere di  olio, di semi di girasole, 1 caffè ristretto, 140 gr di zucchero di canna, 210 gr circa di farina 00, 2 cucchiai di amido di mais, 1 bustina di lievito, 1 cucchiaino di cacao.

Procedimento:  in una ciotola capiente sbattere le uova con lo zucchero  e  tutti gli ingredienti liquidi: latte, olio e caffè.  Amalgamare il composto con una frusta a mano perché non incameri troppa aria. Aggiungere  gli  ingredienti secchi:  farina,  lievito,  amido e  cacao, finché il composto risulterà liscio e privi di grumi. Versare l’impasto in uno stampo da cake, rivestito di carta da forno e infornare a 180° C in forno preriscaldato, per 30’ circa.

Il caffè 'sbagliato' nel cake 'giusto'

13 thoughts on “Il caffè ‘sbagliato’ nel cake ‘giusto’

  • Laura, ma come fai a vivere senza caffè?? Io non potrei mai. C’è da dire che mi sveglio già stanca, questo sì, la notte in casa c’è un via vai degno di un lungomare in estate, con due bambini piccoli non si scappa. E la mattina quindi metto i piedi giù dal letto (ormai infatti non posso nemmeno chiamarlo risveglio, il mio) e tutta arruffata me ne vado in cucina e mi preparo un caffè. Solo allora inizio a muovere i primi passi da casalinga disperata. Poi ne prendo un altro dopo pranzo e basta, quindi dai, due caffè al giorno son proprio pochi se vogliamo, ma non ci rinuncerei mai.
    Questo cakè è geniale, il caffè gli dona un aspetto molto rustico, e dalle tue splendide foto sembra super morbidissimo. E raccontami, com’è stato il primo morso dopo più di un mese senza caffè?
    Dai, ti abbraccio, e buon inizio settimana!
    A.

  • Alessia
    Cara Alessia, in effetti il caffè della mattina è quello a cui mi è pesato di più rinunciare 🙁 ma devo dire che quello del dopo pranzo è ancora consentito 🙂 sembra l’unico disposto a non darmi fastidio e io in realtà resisto solo per attendere il momento in cui rintegrarlo nella mia dieta 🙂 ma devo dire che l’idea di ingannare i buoni propositi con un dolce all’aroma di caffè si è rivelata geniale 😉 un abbraccio!

  • Con gli “ingredienti rossi”, lo sai, ormai ho fatto pace da molto tempo. Il trucco è proprio questo però, prenderli in giro, beffarti della loro irritabilità, passarci di fianco invece di scontrartici a muso duro! La necessità aguzza l’igegno … ma quanto è vero!!!
    E siccome le tue storie mi mettono sempre di buon umore, mi aggiungerei con discrezione alla tua tavola, aspettando una fettina di questo dolce che ha un mondo di immaginazione dentro di sè e magari al posto della tazza di caffè potrebbe anche starci un’altra bella storia …
    Buon inizio settimana cara Laura
    ps: forse, forse, potrebbe … tra qualche fine seettimana mi troverò nelle tue terre natie 🙂

  • Io il caffè lo bevo solo per necessità, quando proprio gli occhi mi si chiudono e ovviamente non posso abbandonarmi a un pisolino in ufficio ma il suo profumo e il suo aroma mi fa impazzire, davvero: mi piace tantissimo! Mettici poi che in questo periodo ho sempre più voglia di torte da colazione, morbide e gustose, direi che è presto fatto! Questa ricetta entra immediatamente nella cartella “da fare” e va subito in cima alla lista (appena termino la settimana detox forzata!). Buona giornata!

  • Ho smesso di bere caffè quando sono rimasta incinta perché avevo nausee troppo forti..adesso però che sto meglio, il mio caffè della mattina non me lo toglie nessuno…e una fettina di questo adesso sarebbe perfetta!!! Un bacione cara

  • eccomi! mi sono precipitata qui appena ho visto la foto… che te lo dico a fare? indovina quale sarà uno dei nostri prossimi cake della domenica mattina! io il caffè non l’ho mai bevuto, intendo la classica “tazzina di caffè”, mi piace solo nel caffèllatte e infilato nei dolci o nei cioccolatini ma così da solo in realtà non l’ho mai apprezzato tanto.. quindi per me non sarà nemmeno un grande sacrificio usarlo per questo cake che già sono sicura di apprezzare, ha proprio l’aspetto e la consistenza delle torte da inzuppo che piacciono a me..
    buona settimana mia bella signora!

  • Io e il caffè abbiamo uno strano rapporto: ho iniziato a berlo al liceo (forse anche un po’ prima) e non avevo dubbi sulla mia tazzina preferita, amaro, senza zucchero e non troppo lungo. Qualche anno fa, negli Stati Uniti, ho scoperto l’americano e da allora non l’ho più mollato! Oggi l’espresso è il caffè delle occasioni o del “prima teatro” al bar e a volte lo trovo troppo forte per i miei gusti (cosa che un tempo avrei gradito moltissimo). Potrei smettere di berlo, ogni tanto mi capita di saltare qualche tazza, ma non c’è mattina senza un caffè rovente! Pensa che il mio fidanzato, che non lo beve ma che nei dolci lo apprezza, ama fare colazione con me perchè c’è profumo di caffè… Potrei preparargli questo cake per le mattine in cui non siamo insieme 🙂
    Buona settimana e un abbraccio!

  • Ultimamente ho smesso anche io di bere il caffè. Anche se mi manca proprio tanto sonno, mi sono convinta che il caffè possa soltanto innervosirmi di più, e che le minime (perché sono minime, vero??) dosi di teina presenti nel mio abituale tè della mattina a cui non riesco proprio a rinunciare, possano bastare a svegliarmi almeno un po’.
    Non sono un’amante del caffè corto, anzi, adoro quello americano, senza zucchero, lungo e annacquato, che posso sorseggiare quasi fosse una tazza di tè e riscaldarmi quanto basta durante le gelide giornate invernali.
    So usare bene la semplice macchinetta dell’americano, basta mettere un po’ di acqua da un lato, il filtro con il caffè dall’altro e poi premere un bottone. Già con la caffettiera mi confondo un po’: dimentico sempre dove vada il caffè e dove l’acqua. Ma una macchina del caffè, con tutti quei pulsanti, chissà quanto mi spaventerebbe e manderebbe in tilt!
    Il caffè ristretto, lo farei diventare anche io il protagonista di un cake per la colazione, che anche chi non beve caffè lo mangerebbe tanto volentieri (giusto per assaporare quel sapore proibito di cui mi sono privata).
    Buona settimana e buon inizio senza caffeina! 🙂
    Marta

  • Martina
    Ma che bello te vai in Abruzzo!Dimmi di più, dove dove di preciso?Che bello!Quanto alla virtù che arriva con la necessità: sante parole!!!Io credo di aver avuto proprio una gran voglia di caffè se ripenso alla soddisfazione che ho provato al momento di versarlo nell’impasto!E in effetti la torta è quasi finita!Per non parlare delle mie capacità olfattive, ormai fiuto caffè ovunque e potrei lanciarmi all’inseguimento di chiunque esca da un bar e ne avesse bevuto una tazzina!Insomma non sono proprio riuscita ad astenermi nel vero senso della parola e questo cake, mi sa che ne è una prova;-) Un bacio e sopratutto saluta per me la mia terra!

    Involtini di peperone
    Io ad esempio avrei voglia di un gelato al caffè, adesso che ho sperimentato l’aroma di un dolce sai?Chissà quando riuscirò a prendermi questa licenza… adesso che ho già fatto uno strappo alla regola?
    Il fatto è che ormai prendevo caffè a prescindere, qualunque cosa facessi e ovunque mi trovassi e siccome odio le dipendenze di qualunque tipo ho preso una decisione radicale… si insomma diciamo ‘radicale’… perché come vedi questo cake è una prova evidente che va contro ogni buona intenzione 🙂

    Chiara
    Bhè non deve essere stato facile rinunciarci: io ho avuto mal di testa per due giorni consecutivi prima di disintossicarmi e i miei occhi erano più a mandorla del solito per la fatica che facevo a tenerli aperti 😀 Adesso va meglio, ma devo dire che questo strappo alla regola ci voleva proprio!Un bacio grande e una carezza alla tua pancia!;-)

    Barbara
    No!!!!Non mi dire!un cake al caffè in arrivo a casa Pane&Burro?Però se ci pensi non è tanto strano per due motivi: primo, perché sono sicura che il tuo prossimo libro sarà proprio sui cake in cui signora mia non ti batte nessuno!Secondo, dopo il recente cake al tè mi sembra equa la proposta anche di quello al caffè, no?:-D Sono felice ti sia piaciuto e a questo punto mi metto in attesa di vederlo da te!;-)

    Virginia
    Cara Virginia, devo dire che il mio caffè preferito è quello fatto con la moka tradizionale e che per ovvie ragioni è entrata anche nella foto 😀 c’è stato poi un periodo in cui ho amato fortemente i tempi lenti della macchinetta napoletana che però non erano sempre condivisibili con i miei. In effetti per queste ragioni non sarei stata in grado di apprezzare il tecnologico regalo del caro suocero neanche se avessi continuato a berlo. Ma in ogni caso, ho capito che il piacere di astenersi da qualcosa è nel piacere di aggirare tutti gli ostacoli!:-D

    Mimma e Marta
    In effetti il tè ha diluito le frenesie della mia quotidianità e dei miei stati d’animo, e soprattutto ha riscaldato i miei pomeriggi invernali, credo che ora il problema sia trovare qualcosa di alternativo… diciamo di più primaverile… magari mi a colazione butterò su un frappé… magari al caffè 😀 inutile, credo di essere diventata incorreggibile! Un bacio a voi e senza caffeina!

  • Io senza caffè probabilmente non avrei vita, non ingrano, non carburo, quindi che sia fuori o dentro una torta per me va bene comunque 🙂
    Sono sicura che il profumo mi farebbe venir voglia di aprire gli occhi e di svegliarmi all’istante!

    • Ciao Romina!Che bello oggi trovare i tuoi messaggi 😀 Questo cake è stato molto apprezzato anche per l’effetto sorpresa del mio esperimento, vedrai ti piacerà se ami il caffè;-)

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