Zuppa di lenticchie rosse e ‘sintomi d’amore’

Zuppa di lenticchie rosse e 'sintomi d'amore'

Ci sono ricette che arrivano da sole: s’infilano nel sacchetto della spesa chissà come, in modo del tutto inaspettato. Anzi, in modo del tutto insperato. E si che io non avevo molte speranze di trovare sullo stesso marciapiede in tre negozi diversi le spezie essenziali per la zuppa di lenticchie rosse.

E non si tratta mica di una comune zuppa di lenticchie rosse qualunque, ma di quella famosa zuppa in cui le spezie sortiscono l’effetto di un ‘innamoramento di pomeriggio’.

Certo a chi è capitato di innamorarsi di pomeriggio non ha bisogno della zuppa di lenticchie rosse, ma in caso contrario è bene avvantaggiarsi cominciando a tritare finemente le cipolle sul tagliere.

Io invece so di che si tratta: perché potendo scegliere, ho sempre preferito innamorarmi di pomeriggio più che di mattina. E infatti al pomeriggio, affidavo la ricerca dell’incontro più atteso, in un’età in cui incrociare sguardi e saluti bastava ad imbastire fitte trame delle più belle storie d’amore… magari mai vissute pienamente, ma studiate con cura e non senza affanni.

A chi fosse interessato a recuperare o ‘fiutare’, anche solo artificialmente, questa suggestione basterà cominciare da un po’ di cumino, finemente pestato in un mortaio, per ritrovarsi all’inizio dell’opera.

Poi però sarà necessario procurarsi dei semi di nigella o più comunemente conosciuta come ‘sesamo nero’. Ma attenzione: mi ha spiegato Zakino, il proprietario del negozietto ebraico, che l’aggettivo ‘nero’ è una brutta parola… Meglio non pronunciarla!Meglio dire ‘nigella’! Mi ha colpito sapere che la ‘nigella’, impiegata in genere per alleviare i bruciori di stomaco, è legata, esattamente come il cumino, al campo semantico dell’amore. Pare, infatti, che il potere evocativo della nigella sia molto simile al coinvolgimento di un “amore non corrisposto”. Non che sia bello ritrovarsi in questa condizione, ma è pur vero che solo in questo stato si può avere la certezza di vivere l’esperienza rara di un amore incondizionato e cioè svincolato da qualunque opportunismo del caso. Un amore gratuito, ecco. Ma soprattutto, un amore duraturo nel tempo.

A questo punto se si è affascinati dal potere ‘incrociato’ del cumino e della nigella nella zuppa, è necessario non farsi mancare la curcuma. La curcuma si trova facilmente e io amo acquistarla nel negozietto indiano, in cui ho la certezza che le spezie macinate sono tutte biologiche: me lo conferma ogni volta Roshani che questa volta, mi ha raccontato dell’uso della curcuma sul velo delle spose come augurio ad un amore passionale. E, io le ho creduto, come del resto credo a tutto quello che mi si racconta e a cui mi piace credere senza riserve… come l’idea di una zuppa di lenticchie rosse dai  ‘sintomi d’amore’.

Il coriandolo invece mi è stato gentilmente offerto da Said, a cui l’idea della zuppa dagli ‘amorosi sensi’ ha certo fatto ridere, ma alla fine chissà per quale ragione ha pensato bene anche lui di contribuire al mio atto di stregoneria, raccomandandosi di aggiungere il coriandolo solo alla fine per un effetto di freschezza.

Ecco allora con gli ingredienti in un unico sacchetto, sono rientrata a casa e ho messo su un brodo e ho cominciato a tritare cipolle per dare inizio alla rievocazione di tutte le sensazioni amorose possibili, nel potente incantesimo di un’insospettabile zuppa.  Sulla bontà coinvolgente della zuppa valga sapere che le spezie sono sempre di parola!

Zuppa di lenticchie rosse e 'sintomi d'amore'

Quanto all’idea di questo piatto non è arrivata per caso e non è arrivata da sola… credo piuttosto di essere stata io ad inseguirla, a caccia come sempre di sapori combinatori e nuovi per il palato.

Con le stesse intenzioni mi capita di sperimentare le cucine degli altri in giro per la città e per questo piacevole proposito, recentemente ho fatto la scoperta di un sito molto interessante, che ha il merito di orientare con facilità la ricerca del ‘mangiar bene’ nel mondo enogastronomico. Si tratta di https://www.quandoo.it/, un portale che propone un nuovo servizio di ricerca e prenotazione ristoranti online, gratuito e in versione App, per iOS e Android. A questo si aggiunge la garanzia di recensioni affidabili e veritiere: solo i clienti che hanno effettivamente pranzato o cenato in un ristorante possono lasciare un giudizio su quel locale, perché il portale invia una richiesta di recensione solo nel caso in cui il ristoratore confermi che il cliente che ha effettuato la prenotazione e si sia realmente presentato. E’ possibile scoprirne ulteriori potenzialità, semplicemente visitando il sito https://www.quandoo.it/

Ricetta ispirata e liberamente tratta da “Caffé Babilonia” di Marsha Meheran

Zuppa di lenticchie rosse e 'sintomi d'amore'

Ingredienti (per due): 1 l di brodo vegetale (1 carota, 1 costa di sedano, 1 cipolla, pepe in grani, chiodi di garofano qb, sale qb); 2 tazze di lenticchie rosse decorticate; 4 cucchiai di olio evo; 1 cipolla; 1 cucchiaino di curcuma; 2 cucchiaini di cumino; 2 cucchiaini di semi di nigella; 1 mazzetto di coriandolo fresco;sale qb.

Procedimento: preparare il brodo e tenere in caldo. Soffriggere la cipolla nell’olio caldo, con cumino e curcuma. A questo punto aggiungere le lenticchie e lasciarle tostare per un po’. Versare il brodo e aggiungere i semi di nigella. Non appena le lenticchie avranno raddoppiato il proprio volume assorbendo gran parte del brodo, salare e spegnere il fuoco. Servire la zuppa calda, con del coriandolo fresco.

Zuppa di lenticchie rosse e 'sintomi d'amore'

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8 thoughts on “Zuppa di lenticchie rosse e ‘sintomi d’amore’

  • Come si fa a non adorarti a te?! 😉 Con i tuoi racconti resci sempre a coinvolgermi e….in questo caso, la nigella ha giocato un brutto scherzetto (ma che ti perdono per tutto il resto della storia molto poetica e divertente) perchè io ho vissuto realmente un amore non corrisposto (o corrisposto a metà, insomma una tragedia) e non si guarisce più, anche a distanza di anni….però ho scoperto che in quelle giornate in cui il fantasma del passato torna a tormentarmi io lo scaccio tra pentole e fornelli, tra un impasto (che maltratto pure un po’) e il profumo del soffritto di una cipolla.
    Poi con questa ricetta mi hai ricordato il film “amore, cucina e curry”, con le spezie e quel sapore un po’ magico e colorato che mi mette sempre il buonumore.
    Buona giornata cara! Preparerò questa zuppa come rimedio naturale alle pene d’amore…che ne dici?

  • complimenti per le belle foto, sempre particolari dai vividi e suggestivi colori. Le storie che ci racconti riescono a penetrare sempre nell’animo di chi ti legge anche quando è presente la tua solita vena di comicità. Sinceramente la ricetta è l’ultima cosa che leggo. In questo caso però la zuppa di lenticchie mi ha attirata subito per le spezie che hai usato e che per me sono una novità, e voglio anche ringraziarti per avermi fatto conoscere il sito ” Quandoo,it ” che potrebbe tornare utile in tante occasioni. Ciao Laura alla prossima ricetta.

  • Allora vedi che ti ho regalato il libro fatto su misura, speziato al punto giusto! 😉 Anzi, abbondiamo, perchè abbiamo sempre fame di spezie e d’amore! Adesso userò in modo più romanticamente consapevole il sesamo nero che chiamerò da oggi in poi sempre nigella, sospirando perchè gli amori non corrisposti sono sempre un po’ fumanti come le zuppe… e capisco come mai mi piaccia tanto la curcuma (te la devo portare fresca, da grattugiare, è fantastica!) perchè sono alla perenne ricerca della ricetta della passione! Questo post è proprio bello e sappi che verrò a prendere personalmente un ciuffetto di coriandolo fresco, se posso! 🙂

  • Francesca
    🙂 Anch’io ho avuto un amore non corrisposto e lui aveva i capelli (pensa un po’!!) rossi come le lenticchie della mia zuppa!Ma in effetti l’idea di difenderti con un soffritto di cipolla a me sembra geniale!Perché i soffritti ‘preparano’ il campo sempre a qualcosa di buono!Prova la zuppa e resterai colpita da una sensazione insolita… la troverai ‘croccante’ 😉

    Antonella
    Mi fa piacere quello che dici e in effetti fa piacere anche a me ‘offrire’ la ricetta come ‘cortesia’ per gli ospiti: e cioè per tutti quelli che si fermano un minuto per leggermi!

    Emanuela
    Manu cara sei sempre così carina con me!Si dai provala, si prepara in così poco tempo che potresti regalartela in un giorno in cui hai tante cose da fare e sentirai che la zuppa ha un potere ‘calmante’ e ristoratore che ti accompagnerà per l’intera giornata. 🙂

    Francesca P.
    Il libro che mi hai regalato ha un incipit meraviglioso tutto concentrato nella prima riga: “Io sono una maga, una maga delle spezie”Ecco un’affermazione, poi una precisazione e non sai quanto questi due passaggi mi siano piaciuti!Nel libro poi è spiegata un’ altra cosa interessante: le spezie ci aiutano a combattere la nostra volontà quando ci conduce verso strade pericolose ma allo stesso tempo sono esaltanti se decidiamo di perderci. Ogni periodo della vita di una persona, come ogni emozione ha la sua spezia e il fatto che la curcuma ti abbia trovato non mi stupisce affatto 😉 Quanto al ciuffetto di coriandolo è con piacere che ti aspetto, sono qui!Un abbraccio!:-)

  • Sono qui che annuso l’aria pur non avendo le tue spezie sotto il naso.
    Mi pare di sentire le stesse sfumature, di ritrovarmi innamorata, proprio alla fine del pomeriggio, esattamente come capitava anni fa, quando alla fine della giornata rientravo verso casa, rigorosamente o a piedi o in bicicletta, e potevo risentire il profumo di quelle giornate di primo amore trascorse alla luce del sole.
    Superata la porta di casa mi accoglieva l’aroma della cena già sul fuoco e io in questo momento riesco a immaginare come sarebbe bello varcare la soglia della tua cucina… 🙂

  • Dire che sono affascinata è riduttivo, perchè come per la zuppa hai stregato anche me dal primo momento in cui sono venuta qui. Mi immagino tutti questi profumi insieme (e un ricordo mi aiuta, perchè non molto tempo fa avevo sul fuoco una zuppa simile a questa, solo meno speziata) mentre mi godo la spesa insieme a te, dai tuoi rifornitori di fiducia. Credevo che i semi di nigella, il cui nome mi fa sempre tanto ridere per via della signora Lawson, fossero una cosa e il sesamo nero un’altra! Grazie a te scopro di avere come per magia la nigella, per cui posso fare la tua zuppa 😉
    Intanto programmo una visita in libreria per comprare quel libro, perchè ho l’impressione che mi piacerà moltissimo!
    Un abbraccio e buona notte!

  • Manuela
    Cara Manu non sai che piacere mi farebbe aprire la porta e ritrovarti lì, sulla soglia della mia cucina 🙂 poi ti mostrerei con una certa soddisfazione tutti i recenti cambiamenti e soprattutto il luogo deputato alle spezie 🙂 ormai ne ho così tante che svolgo un viaggio ogni volta che svito un barattolo per annusarne il contenuto 🙂 questa zuppa ti piacerebbe perché ha i sapori caldi dei colori di Frida e delle atmosfere turchine del tuo Messico! Te ne offro un po’ 😉

    Virginia
    È vero anch’io ho pensato a ‘quella’ Nigella li, quando Zachino ha fatto questo nome 🙂 io la trovo molto sensuale soprattutto quando la sera nella sua morbida vestaglia di seta apre il frigo per lo spuntino notturno… Io non potrei mai farlo, ma ammiro tanta originalità e tanta capacità di digerire tutto ciò che si è preparato anche a tarda ora 🙂 il libro è veramente bello e ti confermerà l’idea che spezie e amore vanno a braccetto!:-)

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