Cotolette di melanzane

‘Friggere l’amore’ chissà come deve essere? Me lo chiedo da quando ho ordinato un libro intitolato “Anita friggeva l’amore”. E il fatto che la protagonista scelga di ‘friggere’ l’amore, piuttosto che ‘caramellarlo’, o ‘congelarlo’ per sempre, mi piace particolarmente. ‘Stufare’ l’amore poi non avrebbe senso, mentre immagino che ‘friggere’ sia tutta un’altra cosa. Così nell’attesa di conoscere la storia di Anita e delle sue ‘fritture’ speciali, un po’ per simpatia, un po’ per gola, questa mattina ho deciso di friggere anch’io.

E ho fritto melanzane, per togliermi qualche curiosità e per verificare la novità di una panatura a base di pangrattato e parmigiano. Mai provata prima. ‘Pangrattato’ e ‘parmigiano’ direi che sono una simpatica ‘allitterazione’, ricorrente soprattutto in tanta parte della cucina regionale siciliana. Sono arrivata a questa conclusione con un ‘analisi del testo’: da quando ho deciso di ‘leggere’ tra le righe della cucina siciliana, ho cominciato a individuare delle ‘costanti’ ritrovandomi così a contare sulle dita le ricorrenze tra le infine ricette prese in considerazione. E ho capito, a mio modo, che ‘pangrattato e parmigiano’ sono una ‘una figura retorica’ della cucina siciliana, soprattutto nelle preparazioni destinate alla frittura. Inutile raccomandare la bontà di questo piatto.  Se fosse però proprio indispensabile farlo, si potrebbe allora dire che aiuta a indovinare il buon sapore dell’ “amore che frigge”.

Ricetta tratta da “La cucina siciliana” di M.T. De Marco, M.C. Ferré e M. Maurizi 

Ingredienti (4 persone): 2 melanzane tonde (viola e senza semi); 4 cucchiai di farina; 4 cucchiai di parmigiano (io, 8 cucchiai); 2 cucchiai di pangrattato (io 4); 2 o 3 uova; prezzemolo qb; 1l di semi di arachide per friggere; sale.

Procedimento: affettare le melanzane e spolverare di sale in uno scolapasta per 1h. Non appena spurgate, sciacquarle dal sale e asciugare con cura. Passarle nella farina, poi nell’uovo sbattuto, quindi nel parmigiano mescolato al pangrattato (la ricetta dice ‘mollica di pane’, che io ho sostituito con del pangrattato grosso, ideale per uno crosticina spessa), sale e prezzemolo tritato finemente. Friggere in abbondante olio d’arachide portato alla temperatura di 180° C. Tamponare dall’olio in eccesso e servire calde.

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15 thoughts on “Cotolette di melanzane

  • Sai che anche nella cucina calabrese la panatura si fa con pangrattato e parmigiano o pecorino? Più pecorino a dirti la verità, ed è proprio come dici tu, un legame indissolubile 🙂
    Mi piace moltissimo questa foto, hai saputo catturare splendidamente il contrasto tra la scorza violacea della melanzana ed il colore dorato della panatura, bellissimo!
    Ti mando un bacione,
    Ago

  • Agostina
    Grazie!Riguardo le foto mi fai felicissima se mi dici che ti piacciono 🙂 soprattutto perchè a me non convincono mai del tutto 🙁 E si anche il pecorino è spesso citato nella bella e promettente ‘mistura’ 🙂 che cosa meravigliosa la cucina meridionale vive delle volte nella mia immaginazione come un pensiero d’amore. 🙂

  • Ehm, mi sento un pò complice di questa voglia di frittura (e d’amore, perenne) e anche io, giusto per la cronaca, a pranzo ho fritto fiori di zucca… 😉
    Mi piace l’idea del rumore della frittura, dello sfrigolare dell’olio, come quando scalpiti per un appuntamento, o quando non riesci ad attendere un ritorno, un nuovo abbraccio… lo scoppiettare della gioia, dell’emozione… 🙂
    E l’analisi del testo… beh, prof, mi hai riportata sui banchi, stanotte vedrai che sogno un’interrogazione! 😀
    Un abbraccio, amica, a presto!

  • Francesca
    e come se non sei complice, di ‘Anita’ mi hai parlato tu!;-) diciamo pure che me l’hai presentata e io non ho resistito, presto sarà sul mio comodino!:-) C’è poi l’analisi del testo: la faccio sempre, mentalmente sempre è una deformazione e una condanna, i miei pensieri poi praticamente contano le sillabe 🙂 e il più delle volte cerco l’endecasillabo!se trovo l’insegnante che mi ha fatto questo lo cito per danni!;-)

  • Ma che belle! Invitanti come tutto ciò che proponi, analisi del testo a parte, io spesso uso panare dei bocconcini di petto di pollo con pane grattato grosso, fatto ancora da mio padre, parmigiano, sale, pepe e origano e poi inforno …… quindi a presto la prova, le melanzane mi piacciono da morire. Brava!!!!!!!! Perchè ti preoccupi sempre delle foto? Sono bellissime e riesci sempre bene ad accostare la presentazione che tu sai benissimo quanto sia importante per una pietanza 🙂

  • Elisa
    Visto come sto studiando la tua cucina?:-) è inutile però per imparare veramente la disinvoltura dei ‘tuoi sapori’ ho bisogno di te: sto veramente studiando il modo di venirti a trovare, giuro!!!Intanto ti mando un abbraccio stretto stretto!!!

    Arianna
    Va bene lasciamo pure da parte l’analisi del testo, anche se ultimamente ho la sensazione che dietro ogni ricetta, i suoi procedimenti, trucchi o segreti ci sia l’andamento ‘narrativo’ di una storia, che ha i suoi tempi, i suoi protagonisti e una sua provenienza. E questa idea che la cucina possa andare di pari passo con la letteratura non sai quanto mi piace 🙂 Un bacio!

    Daniela
    si la presentazione è importante, ma tu lo sai meglio di me cara 😉 Ho visto cose sulla tua tavola, signora mia!!!!io direi che friggere e ‘panare’ sono veramente due belle ‘arti’. Meraviglioso tuo padre!:-)

  • Che bella fotografia!!!!!!! Questi medaglioni di melanzana così dorati
    al punto giusto, sembrano emanare una luce propria.
    Che buoni devono essere! Naturalmente copierò anche questa tua
    ricetta ma dovrò evitare la frittura, dopo aver preparato le melanzane
    le metterò in forno (l’idea mi è venuta leggendo il commento di
    Daniela) e poi ti farò sapere. Grazie! Un abbraccio forte!!!!!!!!!!!!!!!

  • mollica di pane per i Siciliani, o almeno quelli a cui io l’ho chiesto, è pangrattato, ma quello casalingo, grosso e saporito quindi la tua variante non è una variante, ma una corretta intuizione. Friggere è sì un’arte suprema, una dote, un talento, che può portarti tra le altezze del Paradiso o nelle viscere dell’Inferno e infatti io non mi ci metto neanche. Mio padre chiamava le melanzane cucinate in questo modo “cotolette di prato” (grigliate erano bistecche di prato), ma la mia allergia ai formaggi costringeva mia madre a rinunciare al parmigiano arricchendo il pangrattato (che credo non abbia mai comprato), con origano e farina fioretto. Una goduria dei sensi. Le rare volte che avanzavano poi, venivano marinate con aceto, aglio e prezzemolo, companatico perfetto per una merenda estiva alternativa e incomprensibile oggi. Non avere dubbi sulle tue foto, sono poesia.

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