Un ‘vademecum’ tra me e l’altra me

Una brioche à partager e un vademecum tra me e l'altra me

[post in collaborazione con @giovelab www.giovelab.itshop on line –MCM emballages distributore Weck ]

Ogni anno mi perdo i preparativi e arrivo tardi, ecco perché non incrocio mai Babbo Natale.

Quest’anno però, rispetto a tutti quelli trascorsi e volati via insieme a tutte le renne biscotto che mi sarebbe piaciuto sfornare, mi è venuta un’idea.

Mio marito molto semplicemente ha pensato fosse una lettera a Babbo Natale e invece no.

Si è trattato piuttosto di un ‘vademecum’, elaborato da me medesima per fornire risposte rapide sul da farsi, all’altra me. Argomento: le vacanze di Natale.

“Una ghirlanda, per favore!” – Punto Uno 

brioche à partager

Stelline e piatto in porcellana www.giovelab.itshop on line/Flacon 290ml MCM emballages distributore Weck

Ecco, se avessi una figlia femmina, le anticiperei che dopo il desiderio di indipendenza e fuga dagli stereotipi più comuni, sentirà anche lei il bisogno di una ghirlanda di aghi di pino, pino vero. Tanto vale piantarne subito uno in giardino per quando sarà di nuovo Natale.

E, nel mio caso, questo vale a spiegare cosa ci facesse mio marito, già dai primi di dicembre, su una scala tanto alta da scoprire l’esistenza di vicini di casa che non sapevamo di avere.

Due folti rami di pino da intrecciare, per me e l’altra me, e ecco accontentato il bisogno di una ghirlanda fai da te sulla porta della cucina.

Foglie secche, bacche di ginepro, forse, e stelline di ceramica hanno aggiunto semplicemente quello che ora c’è.

“Pensa e mangia francese almeno una volta!” Punto Due

Tutti i punti delle mie liste finiscono sempre con un punto esclamativo: forse per ricordarmi che sono imperativi categorici, moniti inequivocabili e appuntamenti irrevocabili che, nel caso del punto due, hanno spinto l’altra me fino al Carrefour di Viale XXI Aprile.

palazzi romani

Ci sono supermercati ideali per cercare marito, che non è proprio il mio caso visto che io non solo ne ho trovato uno tempo fa, e non ho avuto bisogno neanche di andare a fare la spesa per incontrarlo.

Ad ogni modo, quelli erano altri tempi, mentre oggi se fossi una giovane single io andrei sicuramente al Carrefour di Via XXI Aprile e stazionerei tra il reparto dei prodotti bretoni e quello del sushi pret à manger, dove ho visto personaggi così interessanti quanto quello che entrava nel loro carrello.

E, infatti, proprio da uno di questi ho visto valutare e soppesare sul palmo di una mano dei petti d’anatra, come fosse un’operazione sensoriale sceglierne uno.

Molto francese lui come la ‘canard aux pomme’ che mi ha consigliato di cucinare quando ha visto una confezione anche tra le mie mani. La ricetta è stata meglio di una dichiarazione con tutti i francesismi del caso e, se lusinga c’è stata, è rimasta opportunamente tra me, l’ altra me e mio marito a cui la mia espressione non riesce mai a nascondere nulla, purtroppo.

“Lievita, appena possibile!” Punto Tre.

Brioche à partager

Perché io lievito insieme ai lievitati, quando si tratta di farne uno. E per quanti parrozzi abruzzesi io abbia sfornato per parenti e amici, un lievitato dolce per il tempo rallentato di questi giorni era una promessa, fatta da me all’altra me, che andava rispettata.

Così in attesa della serata giusta che è sempre quella in cui il giorno dopo non c’è una sveglia che suona, mi sono rimboccata le maniche di una vestaglia e ho cominciato a rompere le uova.

Bello cucinare prima di andare a letto, sogno di farlo tutte le volte che vedo Nigella preparare la spalla di maiale per il pranzo del giorno dopo, nella sua sexy vestaglia di seta nera.

Non che sia il mio stile, la seta e il nero in genere, ma ad ogni modo una vestaglia e un lievitato sono un binomio confortevole più di una camomilla a fine serata.

“Amici à partager!” Punto Quattro

Brioche à partager

Così quando la sera sono andata a letto, mi sono addormentata pensando ad una “brioche à partager”, già porzionata nell’intimo del suo nome e del suo assemblaggio in teglia.

Una brioche perfetta a colazione ma anche adatta alla condivisione più scatenata tra amici e amici degli amici che diventano amici tra loro.

Così tra brindisi scaramantici, doni bizzarri e chiacchiere da confessionale, gli amici quest’anno hanno gareggiato con i parenti per il posto d’onore alla nostra tavola: per nostra comodità li abbiamo messi in una stanza, tutti insieme perché diventassero così affiatati da perdonarci che i piatti non fossero tutti dello stesso servizio. Merito delle lasagne verdi radicchio e taleggio, se cadute di stile come questa sono passate inosservate. Per l’anno prossimo bisognerà aggiornare questo vademecum con due nuovi punti all’ordine delle vacanze: la necessità di un servizio di piatti da dodici e l’improrogabilità di una lasagna radicchio e taleggio.

“Scrivere un ‘vademecum’ se non l’hai già fatto!” Punto Cinque

Quando ho stilato la classifica degli atti irrinunciabili delle mie vacanze, ho appeso il più personale dei vademecum all’albero di Natale insieme alle stelle filanti e alle luminarie di sempre. Mio marito ha pensato di trattasse di un’originale lettera per Babbo Natale, e invece no.

Si è trattato piuttosto di un ‘vademecum’, elaborato da me medesima per fornire risposte rapide sul da farsi, all’altra me.

L’altra me è quella che rimanda sempre i buoni propositi e che banalmente si accontenterebbe di scrivere in uno di quei rari momenti di grazia così difficili a trovarsi anche se si è finalmente in vacanza. Scrivere su un divano sotto le coperte o dentro una vestaglia mentre una brioche a partager lievita dentro un panno di cotone. Scrivere che finalmente si può, ora che ho perso definitivamente il telefono dentro casa chissà dove: avrò una giustificazione credibile per tutti quelli che non si arrendono e tentano invano di raggiungermi mentre io sono impegnata altrove, magari a scrivere fosse anche un banale ‘vademecum’ delle cose fatte o di quelle ancora da fare come ad esempio “scrivere un vademecum se non l’hai già fatto!”

Vanda

Ricetta “Brioche à partager” liberamente reinterpretata da “Le Pétrin”

Brioche à partager

Ingredienti (per uno stampo da cake di 22 cm)

Per la pasta brioche:

  • 380 g di farina bio 00
  • 150 g di lievito idratato 100% (licoli) attivo 
  • 50 g di zucchero integrale di canna
  • 1/2 cucchiaino di sale integrale
  • 2 uova
  • 100 ml di latte tiepido
  • 30 ml di acqua tiepida
  • 60 g di burro morbido

Per il ripieno:

  • una noce di burro fuso
  • 60 g di zucchero di canna
  • 15 g di cacao amaro in polvere
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere

Procedimento:

  • Nella ciotola della planetaria sciogliete il lievito con l’acqua e il latte, mettere da parte.
  • Unire la farina, lo zucchero e il lievito sciolto in precedenza e avviare la macchina.
  • Quando tutti gli ingredienti si saranno amalgamati fra di loro, aggiungere le uova leggermente sbattute fino a formare una pasta compatta e liscia, a questo punto unire il burro morbido in più riprese fino a formare un impasto molto elastico e leggermente appiccicoso.
  • Su una spianatoia infarinata piegare l’impasto fino ad aumentarne la consistenza.
  • Ungere il fondo di una ciotola con un po’ d’olio.
  • Coprire e lasciare lievitare, tutta la notte in frigo. 
  • Passato il tempo di lievitazione, sgonfiare la pasta sulla spianatoia e stendetela in un rettangolo di circa 50 cm di lunghezza e 30 cm di larghezza.
  • Spennellare la superficie della brioche con il burro fuso e cospargerla con tutti gli altri ingredienti del ripieno uniti tra loro.
  • Con un taglia pasta, dividete il rettangolo in 4 strisce di 8 cm di larghezza. Con delicatezza impilate le strisce una sopra l’altra e tagliate in 6 rettangoli.
  • Disponete i rettangoli, in piedi , nello stampo leggermente imburrato, a “spina di pesce”. Coprire lo stampo e far lievitare fino al raddoppio.
  • Preriscaldate il forno a 180°C e cuocete per 30 minuti. Servite tiepida o a temperatura ambiente.

Ghirlanda

Stellina in porcellana @giovelab www.giovelab.itshop on line

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4 thoughts on “Un ‘vademecum’ tra me e l’altra me

    • Alice!!!Al diavolo la brioche, non sai che piacere sapere di saperti in conversazione come, l’altra me e l’altra te che sicuramente c’è!:-) io penso che tu, io e quelle altre due delle altre noi dovrebbero rivedersi al più presto!:-) Ti abbraccio forte e Auguri per il nuovo anno!

  • Laura, mi incanti sempre con le tue parole e le tue fotografie. Starei ore a leggerti e rileggerti, guardare con meraviglia le tue fotografie e mai stancarmene. Trovo che ciò che renda tutto tanto bello e armonioso sia la “verità” che sta sotto. Niente fronzoli, niente finzione. Quello che vedo, quello che guardo è semplicemente puro e non sai quanto mi piaccia! e l’immagine ti te che impasti a fine serata vince su Nigella in sottanina di seta su tutti i piani.
    Ti abbraccio e rubo un morso di brioche!

    • Marta bella!!!Ma io la rifaccio subito questa brioche se tu passi a colazione!:-) No ma in realtà per te preparerei dei biscottini che ho sotto mano da un po’ con un ingrediente che ho scoperto proprio nella tua dispensa… olio di cocco, fichi secchi (perché i datteri non ce li ho) e cioccolato per noi 🙂 Ultimamente impasto così poco che quando mi capita cerco di darmi un tono con un filo di cipria e una pettinata, ma non credo di suggerire l’immagine della sexy Nigella neanche un po’, e ti dirò che ogni tanto il mio ego ne avrebbe così bisogno 😀 Ad ogni modo anche io ti abbraccio fortissimo e sappi che tutta la tua bella ricerca cromatica e vegan mi appassiona un sacco: ogni volta che penso tu mi abbia spiegato qualcosa di nuovo poi arriva sempre qualcosa di ancor più inaspettato, siete bravissime!

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