Quasi come una Niçoise…

Quasi come una Niçoise...

Quasi come in una niçoise… giorni fa mi sono ritrovata ad assemblare ingredienti adatti al sud della Francia ed altri forse non propriamente detti… forse anche un po’ fuori luogo, ma utili a fare la differenza.

Quasi come una Niçoise...

Quasi come una Niçoise...

Quasi come una Niçoise...

La differenza. Semplicemente mi piace fare la differenza.

Così l’altro giorno, mentre quarant’anni d’età arrivavano puntuali come ogni trenta giugno a partire da quello in cui nacqui, una serie di cose mi hanno aiutato a fare la differenza rispetto al diffuso pregiudizio sulla cifra tonda degli ‘anta’.

Oggi, infatti, mi piacerebbe tanto poter dire alla mia cara professoressa di matematica, così poco comprensiva nei miei confronti, che ‘il non saper far di conto’ è una condizione ideale quando i numeri crescono e pretendono cambiamenti con cui ‘fare i conti’, appunto. E io che di numeri ho sempre capito molto poco, penso che ‘sto quaranta qua’ non sia così impegnativo da conteggiare.

Direi piuttosto, se proprio dovessi definirlo,  che è stato veloce ad arrivare e leggero da indossare, quasi impalpabile se non fosse per il numero di due capelli bianchi che fanno capolino e, ovviamente, la differenza tra i venti anni e il loro doppio che è appunto toccato a me.

A dirla tutta ci sarebbero poi, in numero di due, anche due rughe. E nient’affatto ‘gentili’. Si trovano esattamente ai lati della bocca e sono di quelle che tutti chiamano d’espressione per giustificarne l’oltraggio. Ma anche di queste, ad onor del vero, non mi sembrano tanto colpevoli gli attuali quaranta, quanto piuttosto i lontani dieci, anni di età, tanto ingenui, al tempo in cui mi facevano credere che sorridere, e sorridere sempre, era un naturale rimedio antirughe… e infatti io sorridevo e sorridevo!E oggi si vede quanto io abbia sorriso, appunto.

Tutto considerato, mi dico che quaranta sono ancora giusti per dare scandalo d’ingenuità: ad esempio, per continuare a sorridere a tutti senza posa, anche a chi non se lo merita che tanto le rughe ci sono già. E sono sicura anche che quaranta siano sorprendenti, agli occhi dei più, se non si è persa l’abitudine di ‘amoreggiare’: per strada, su una panchina, sulla metro e ovunque si presenti l’occasione. Possibilmente alla luce del sole. Possibilmente col proprio marito, che quello di un’altra non è mai una bella cosa.

A quarant’anni potrei addirittura prendere in considerazione l’idea di litigare con lo sceriffo, che non sarebbe una grave perdita visto che continuerei a incontrarlo tutti i giorni della mia vita finché un marciapiede ci terrà uniti.

E allo stesso modo potrei imparare a togliermi qualche sassolino di troppo (dalle scarpe o dalle tasche?) senza dovermi più preoccupare di urtare la suscettibilità altrui, che a quarant’anni avrò diritto anch’io ad essere suscettibile! Magari comincerò ad allenarmi da subito, magari prendendo di mira quella strana specie dei ‘tassinari’ di Roma,  irrinunciabili ‘romoletti’ fuori tempo votati, ad ogni corsa, alla conquista del gentil sesso come ad un novello ratto delle Sabine.

E oltre che più intransigente del solito, mi piacerebbe diventare anche più sensibile alla bellezza della banalità: i pomodori in un ‘catino’, i fiori di lavanda sul piatto della bilancia, le stoviglie in un ‘signor’ pitale.

Quasi come una Niçoise...

E soprattutto a chi con largo anticipo pretendeva di sapere cosa avrei voluto fare da grande oggi direi senza remore che a quarant’anni ho scoperto una cosa interessante: che mi piace tanto scrivere, ad esempio, senza voler essere una scrittrice, che è bello cucinare senza desiderare di essere una chef , che è divertente raccogliere frutta dagli alberi pur senza essere una contadina e che è possibile fare tutte queste cose senza aver bisogno di chiedere in prestito identità precise, ché la mia mi basta già.

Quasi come una Niçoise...Ricetta di una ‘quasi’ niçoise da assemblare come i più disparati punti di riferimento di una principiante ‘quarantanne’ 

Ingredienti (dosi anarchiche a seconda dei commensali o del piacere di mangiare una nicoise in eccesso): fagiolini lessi; patate novelle lesse (in genere 1 di media grandezza a persona); olive taggiasche qb; rucola selvatica qb; menta romana qb; foglie di basilico a volontà; origano secco qb; 1 o 2 confezioni di sgombro di buona qualità in scatola; cipolle fresche di Tropea qb; olio evo qb; aceto di mele qb; sale rosa o integrale qb.

Procedimento: lessare le patate novelle e separatamente i fagiolini. A cottura ultimata assemblare il piatto con tutti gli ingredienti, lasciar riposare per far insaporire l’insalata e servire con crostini di pane.

Quasi come una Niçoise...

 

Related Post

15 thoughts on “Quasi come una Niçoise…

  • cara Laura, è inevitabile che un attimo prima di andare a dormire io scopra un tuo nuovo post e mi ritrovi qui, stropicciandomi gli occhi con le mani per l’insensibile luminosità del mio schermo, mentre come al solito gli rimango attaccata. Io, a dire il vero, non mi sono mai interrogata sulla tua età: saggia come una donna matura, fresca e genuina come chi ancora guarda il mondo con occhi curiosi. Ecco, sì, se me lo avessero chiesto per me saresti stata una donna senza età e, sappilo bene, questo è un grande privilegio! che io non abbia mai sentito il bisogno di accostarti ad un particolare numero, infatti, ti consente ti poter spaziare fra qualunque fascia d’età senza scrupoli: “vincolare” qualcuno ad una certa età credo non sia mai cosa buona e giusta. Perché attribuire ad un numero determinati atteggiamenti o modi di fare? non si può forse essere ingenui e amoreggiare a quarant’anni senza “esserlo ancora” ma semplicemente “esserlo”?
    Dunque, per me resti una donna senza età, ed è il complimento più sincero che io possa farti. È come per il bisogno “delle identità precise” o sbaglio?:-)
    quanto alla niçoise, trovi una buona compagna di insalata, qui! Oltre ad avere uno smodato amore per l’arte e la cultura dell’insalata, ne provo uno ancora più forte e passionale per la niçoise che, da tradizione, si prepara sempre in larghe quantità qui in casa perché, fino a qualche anno fa, era l’unica cosa che mi andasse sempre di mangiare (non che le cose siano cambiate poi tanto, in realtà…). E ancora, approvo e mi lecco i baffi alla scelta dello sgombro, che preferisco senza alcun ripensamento al tonno e che si fa spazio anche nella mia, di niçoise. L’unica cosa che mi manca è l’ovetto, al quale non so resistere…ma per sta volta andrà bene così!
    buonanotte carissima, domani mi aspetta una giornata lunga. Ancora tanti auguri, un bacio grande da Palermo fino a Roma!

  • Io sento una sorta di adorazione profonda per le donne la cui età non si stabilisce all’anagrafe, ma nella bellezza delle proprie parole, nella saggezza del proprio dire, nella giustezza del fare. Sento questo sentimento di appartenenza con chi percepisco avere grandi quantità di affinità elettive, come ad esempio la negazione a saper far di conto -che è stato un grande problema scolastico, ma mai della vita – con chi ama fare cose diverse senza che questo definisca in nessun modo un’identità precisa, con chi sa che avere una moltitudine dentro di se corrisponde alla propria ricchezza e mai alla pochezza. Adoro te, ma lo sai già, e adoro leggere il commento di questa piccola donna straordinaria (Marta) che, sempre puntuale, precede il mio.
    Adoro quindi le donne belle, quelle che l’età è questione relativa e la bellezza cosa certa.
    Ti abbraccio, forte.

  • Eccomi qui in un orario insolito per me! Ieri sera il pc bruciava talmente tanto che l’ho abbandonato a sè stesso per dare un po’ di tregua alle mie povere cosce…
    La penso proprio come Marta: l’età, come tutti i numeri in genere, non è altro che un incasellamento, un’etichetta che ci si mette addosso. Per esempio, alla mia età, quasi tutte le sere dovrei uscire ed addentrarmi nella movida, come si dice da queste parti… Eppure la maggior parte delle volte preferisco impastare una torta o fare dell’altro. Ma non mi sento sbagliata, semplicemente perchè almeno in queste cose non c’è una risposta giusta! Mi piace pensare che ciascuno fissi la propria normalità, possibilmente avendo il diritto di non essere giudicati 🙂
    Se ti incrociassi in uno dei tuoi viaggi sulla metro rimarrei affascinata da te, e ti guarderei discretamente per capire come si fa a diventare belle come te… La consapevolezza di sè è una delle cose più difficili da conquistare 🙂 Anche a me dicono sempre che se non sorrido mi vengono le rughe… E se anche non dovesse essere vero non mi interessa 😉 Venirti a trovare è il migliore degli antirughe per me!
    La niçoise mi ricorda un viaggio brevissimo a Nizza, uno di quei viaggi così belli perchè “rubati” ai giorni di studio per gli esami. Adoro la tua versione anarchica e la preparerò quanto prima!
    Un bacio grande e buone vacanze!

  • io che invece pratico la quarantennitudine già da qualche anno, ti voglio dire che sei responsabile di aver accentuato ancora un pochino le mie due rughette “di espressione” agli angoli della mia bocca, che questo post leggero e fresco come un vestito di lino indossato in una sera d’estate m’ha messo il buon umore di prima mattina..
    e si, a quarant’anni si può ben decidere di esser un po’ ciò che si vuole..
    ancora auguri mia bella Laura!

  • Marta
    Marta dolcissima e io non avevo dubbi, quando ieri sera ho spento la luce, che tu saresti passata 😀 anche a costo di riaccendere il pc!In te riesco a vedere una determinazione che mi piace e che mi ricorda la mia alla tua età e che sono contenta di aver coltivato come fai tu, perché è la stessa disposizione che oggi mi porta ad essere felice di tutto ciò che vivo anche quando mi lamento un po’.:-D Le tue parole non solo mi piacciono ma in un certo senso mi inquadrano, perché in effetti io più che ‘grande’ mi sento solo ‘più consapevole’ e se dovessi definirmi con un numero molto probabilmente non ne troverei uno adatto. Come sempre il tuo arrivo da Palermo per gran parte dello stivale arriva puntuale dritto dritto al cuore e mi regala uno di quei sorrisi che si fanno beffe anche delle note rughe!Mannaggia all’ovetto che mancava!Hai ragione sai anche a me piace moltissimo e la prossima volta rimedierò permetto invitandoti a pranzo!!!Un abbraccio forte forte!

  • Francesca
    Cara ‘amica di viaggio’ perché, diciamolo al mondo quanto io e te abbiamo viaggiato all’alba di ogni santo giorno lavorativo, non puoi neanche immaginare che piacere siano le tue parole che potrei tranquillamente fare mie se un giorno dovessi raccontare a qualcuno come ti immagino, anzi, come sono certa che tu sia!E’ vero si tratta di affinità forti e che guarda caso permettono a te e ad una serie di persone che si stimano a loro volta di essere qui e ritrovarsi per la mia felicità!Grazie mille!

    Antonella
    Signora mia, ma tu sei di parte!;-D

  • Virginia
    Virginia cara, non sai quanto mi piacerebbe sedere vicino a te in metro… delle volte nelle mie fantasie mi chiedo se tra i tanti volti che mi circondano ce n’è qualcuno di cui leggo le parole sul telefonino, lo sai?e se ti incontrassi ti direi il primo pensiero che il tuo commento mi ha fatto nascere:”ma non sarà che chi ci ha consigliato di sorridere ha voluto per qualche strana ragione farci il torto delle rughe future?” 😀 Dobbiamo rivedere la questione, anche se mi piace pensare ad ogni sorriso più come all’amo che mi ha fatto conquistare amici, affetti e amori… insomma un tripudio di belle ‘a’. 😀 Quando ti capiterà di rubare qualche giorno ai tuoi libri o ad una movida che non ti appassiona, vienimi a trovare e ti prometto che andremo alla scoperta di angoli segreti della città, facendo a meno della pragmaticità della metro come anche dell’eleganza ‘verdoniana’ dei taxi!;-) Un bacio!

  • Barbara
    Cara Barbara e io sono contenta di averti regalato quel sorriso e penso che si questi nostri anni sono un’inaspettata risorsa da scandagliare fino in fondo senza troppe remore e magari da festeggiare quanto prima con qualcosa di molto alcolico signora mia 😉 Un abbraccio forte!

  • Quarant’anni sono giusti per fare tutte le cose che hai elencato (anche litigare con lo sceriffo). Quarant’anni sono giusti per sentirsi liberi di fare ciò che più ci si sente, senza alcun senso di colpa. Non si penserà mica di cambiare o di volersi diversi??? Si ha insomma, il diritto di preparare una niçoise un po’ come ci pare, senza la paura di offendere nessuno.
    Che poi vero, preparata da te, non può essere solo che un grande onore… Un abbraccio grande.

  • Margherita
    Margherita bella grazie per tutto quello che mi dici 😀 Si, ti dico che ho una gran voglia di litigare con lo sceriffo perché non sopporto più il suo baffo grigio sotto cui si nasconde il suo ghigno indagatore 😀 Poi mi piacerebbe finalmente essere fiera dei miei difetti e non permettere a nessuno di elencarmeli, che c’è sempre qualcuno in giro che pensa di avere questa ‘missione’ da svolgere e poi soprattutto la sensazione impareggiabile che mi accompagna da qualche anno a questa parte è la bella sensazione di andare in discesa, io ovviamente spero che duri più a lungo possibile, insomma w i 40!Ti abbraccio forte forte e per la mia prossima insalata dovrai passarmi la ricetta di qualche salsetta agrodolce da fare col sciroppo d’acero…ad esempio!;-)

  • Ciaooo Laura,
    vero che questi quaranta sono arrivati come i ladri? E scrivo “quaranta” e non 40, proprio per rimanere lontane dalla matematica che vuole aver sempre ragione. :))
    Mi piace pero’ che non sono riusciti a sconvolgerti, anzi… vero che adesso si mettono piu’ volentieri che a venti anni i pantaloni corti? Oppure adesso si cammina senza aver una meta precisa e con tutta la calma, magari anche senza scarpe? :))
    Forse proprio a quaranta diventiamo leggere, leggere nei pensieri e diamo piu’ importanza alla leggerezza della vita. E, come dici anche tu, chi non ha rughe non sorride, ma che prezzo ha la vita senza sorrisi? 🙂
    Un abbraccio,
    Ulica 🙂

  • Ulica
    Ciao Ulica, ma lo sai che i tuoi messaggi mi mettono sempre di buon umore?E si mi sento coccolata quando mi scrivi!e hai capito benissimo la situazione: ‘quaranta’ è un altro concetto dai ’40’ numerici!La mia professoressa di matematica diceva a mia madre che io sapevo benissimo arrampicarmi sugli specchi e che i suoi, in particolare modo, li pulivo benissimo!Ah maledetta, quanto vorrei poterle dire oggi che guardare il mondo dal punto di vista delle parole serve a raccontarlo meglio più dei numeri!E’ vero sai anche il fatto di camminare senza meta perché in fondo tutte le altre si sono raggiunte e se così non fosse non avrebbe senso continuare ad affannarsi. 😀 Quanto alla leggerezza di spirito, la sto praticando da un po’ cercando di fare pace con la giusta ‘superficialità’ che mi permette di scrollarmi di dosso le cose, quando ci riesco sorrido e come, con tutte le mie rughette di espressione che sono ottimi ‘accenti’ di felicità!:-D Un abbraccio grandissimo Ulica!

  • mi piace che tu dica che questo quaranta sia leggero da indossare, perchè vorrei che fosse così anche per me tra dieci anni, e che le rughe siano la “somma” dei tanti sorrisi accumulati (giusto per rimanere in tema matematico). La sensbilità con gli anni cambia, si scoprono le vere passioni e si fa ciò che ci fa star meglio. Semplicemente cambia la lente con cui guardiamo il mondo, tutto a un tratto certi dettagli prendono una forma e una messa a fuoco nuova. Che siano dei pomodori in un catino o un mazzo di lavanda, ciò che li rende speciali sono gli occhi con cui si osservano. Alla soglia dei trenta (lo so, sono ancora giovane) mi accorgo che sto cambiando la mia sensibilità, sono molto introspettiva e sto aspettando di maturare ancora un po’ per guardare il mondo in maniera diversa. Mi manca ancora una vera messa a fuoco, ma so che arriverà.
    Mi piace la tranquillità e la serenità che trasmetti, con le tue righe e pensieri in libertà.
    Bella la tua insalata, mi fa volare in Provenza, riesco a gustarmela virtualmente dopo un sali e scendi per le stradine di Les Baux-de-Provence.

  • Francesca
    Francesca bella 😀 ma quanto sei giovane!E che bella anche i tuoi anni, io ho la sensazione di aver cominciato vivere sul serio alla tua età e cioè ho cominciato a vivere meno di astrazioni e questo mi ha fatto bene sai?A quaranta diciamo pure, almeno nel mio caso, ci si guadagna una certa disinvoltura che in passato non mi capitava di avere e poi soprattutto si diventa più sensibili al bello ma anche più refrattari a ciò che non lo è 😀 Mica male!Pensa che io la Provenza non l’ho mai visitata, anche se nei miei barattoli ho tanti odori intrappolati che dicono di provenire da quei paesaggi, ma prima o poi riuscirò!Ti abbraccio!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *